Centro storico, Ancarani guida il comitato

21 Maggio 2024

È stata la più votata nelle elezioni per il direttivo. La Gammarana resta fuori dalla macroarea 4

TERAMO . Voto molto partecipato quello di domenica, nell’ex chiesa di Santa Maria a Bitetto, per l’elezione dei componenti del nuovo comitato centro storico della città. In 653 si sono presentati al seggio: la più votata è stata Luigia Ancarani, dirigente di banca, che ha ottenuto 88 preferenze e che è dunque la portavoce del nuovo comitato. A far parte del collegio di coordinamento saranno inoltre: Maria Dea Di Giuseppe Bonolis, Cinzia Fino, Antonella D’Angelo Gallo, Anita De Nigris Urbani, Fabio Cioschi e Aldo Ambrogi. Per il gruppo promotore del comitato l’ampia partecipazione rappresenta «un segnale forte della volontà di contribuire al governo della città», fa sapere Tommaso Colella, portavoce del gruppo, «è stato un risultato straordinario e inaspettato, sia in termini di partecipazione, che per tutte le persone che hanno voluto sostenermi, ben 56. Per soli tre voti sarò purtroppo fuori dal collegio. Ho grande stima per tutti i componenti eletti e per il neo portavoce del comitato Luigia Ancarani, in cui ho molta fiducia. Un ringraziamento particolare va ai componenti del seggio elettorale», prosegue Colella che in questi mesi si è occupato di divulgare comunicazioni e informazioni sull’attività del gruppo.
Il neo comitato rientra nella macroarea 5, ma proprio il tema delle macroaree, che raccolgono e fungono da raccordo dei diversi comitati presenti sul territorio comunale, genera qualche dissenso. È il caso del comitato di quartiere della Gammarana, rinominato l’estate scorsa con nuovi presidente e direttivo, che fa sapere che non farà parte del nuovo comitato macroarea 4 che comprende Gammarana, San Berardo e Sacro Cuore. «I motivi sono molteplici. In primis non ci sentiamo di far parte di un sistema rappresentativo imposto dall’alto e senza aver tenuto conto della volontà dei vecchi comitati di voler inglobarsi ad altri quartieri perdendo così radici popolari e territoriali», scrive la presidente Valeria Amadio, «non ci sentiamo di voler far parte di un sistema verticistico dove i rappresentanti dovrebbero riportare le istanze di circa 15mila persone avendo un piccolo direttivo tra l’altro di gente a molti sconosciuta. Impossibile accontentare tante persone e rappresentarle al meglio. Preferiamo le care vecchie assemblee di quartiere e confrontarci e autorappresentarci come singolo quartiere senza dover poi avere il benestare di nessuno. I problemi del nostro quartiere li possiamo risolvere assieme alla partecipazione attiva che verrebbe meno, secondo noi, qualora si mischiassero troppe vertenze. Salutiamo la neonata macroarea ma non rappresenta il nostro modus operandi», conclude Amadio. (v.m.)