Centro storico blindato, niente scontri

Banchetti di CasaPound in corso Cerulli e di “Potere al popolo” in piazza Martiri: in mezzo 60 poliziotti e carabinieri
TERAMO. Lo scontro tanto temuto non c’è stato. Il grande spiegamento di forze ha evitato che il centro storico potesse trasformarsi in un campo di battaglia fra gruppi antifascisti e aderenti a CasaPound. Questo partito ha infatti chiesto l’autorizzazione ad allestire un banchetto per raccogliere firme per presentare una propria lista alle elezioni. Ma l’altroieri in corso San Giorgio anonimi legati all’estrema sinistra hanno affisso uno striscione, rimosso dalla polizia municipale. C’era scritto: «Le nostre montagne parlano di libertà, la nostra cultura di migrazione, lavoro, solidarietà. A Teramo i fascisti non sono mai stati i benvenuti».
Imponente il servizio d’ordine: una sessantina di uomini, fra polizia e carabinieri, ha presidiato il centro storico. Controlli lungo corso San Giorgio, dove un gruppo riconducibile alla sinistra si è radunato davanti al banchetto allestito da “Potere al popolo”. Il gruppo è stato tenuto lontano dal banchetto allestito, alle 18, da CasaPound. Una quarantina di attivisti, arrivati da tutto l’Abruzzo, hanno raccolto firme davanti ai portici dell’Aci, lungo corso Cerulli. Presenti il coordinatore cittadino, Carlo Filipponi, quello provinciale Roberto Monardi e regionale Simone Laurenzi. «Noi stiamo solo raccogliendo firme, applicando un meccanismo di democrazia», ha commentato Filipponi, «come abbiamo fatto in altre città d’Abruzzo senza avere problemi. Invece qui a Teramo, già da una decina di giorni sui social ci sono stati inviti alla mobilitazione contro la nostra iniziativa». Che, fra l’altro, ha suscitato ieri la dura presa di posizione del centro politico comunista “Santacroce”, che ha promosso l’appello “Mai più fascismo” sottoscritto da sindacati, associazioni e partiti. L’appello a tutte le istituzioni locali è a vietare nelle competizioni elettorali la presenza di liste che si richiamino al fascismo o al nazismo. (a.f.)
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