Cercò di uccidere la ex, 10 anni

18 Settembre 2020

Condannato l’operaio di Corropoli che colpì la donna con 14 coltellate sul lungomare

TERAMO. Le tappe obbligate di un processo scandiscono tragedie che con il tempo possono solo diventare più dolorose. Per tutti. Ma ci vuole sempre un nome, una storia, per capire quale vuoto e scia di dolore si lasciano dietro nei tempi senza fine di violenze, aggressioni e femminicidi. Dopo 19 mesi da quella drammatica mattinata di febbraio 2019 sul lungomare di Tortoreto, il tribunale di Teramo ha condannato a 10 anni il 34enne operaio di Corropoli Fabiano Cistola accusato di aver sferrato 14 coltellate alla ex fidanzata 39enne Giusy Montecchia ferendola così gravemente che per giorni la donna rimase in rianimazione tra la vita e la morte. Una sentenza di primo grado arrivata al termine di un rito abbreviato (prevede la riduzione di un terzo della pena in caso di condanna) che si è svolto davanti al gup Roberto Veneziano. La Procura (fascicolo del pm Enrica Medori, pm d’udienza Andrea De Feis) aveva chiesto una condanna a 14 anni. Nessuna concessione di attenuanti generiche per l’uomo che, dopo un periodo trascorso in carcere, attualmente è agli arresti domiciliari in una comunità protetta. Nessuna attenuante come invece chiesto dall’avvocato Gennaro Lettieri (difensore insieme al collega Claudio Iaconi) in una lunga, appassionata e minuziosa arringa.
Nel voluminoso fascicolo messo insieme dalla Procura, che inizialmente per l’uomo aveva chiesto il giudizio immediato, c’è la perizia psichiatrica disposta all’epoca delle indagini preliminari dal gip Marco Procaccini con la formula dell’incidente probatorio e affidata allo psichiatra Luigi Olivieri. L’esame, chiesto dalla difesa dell’uomo, ha accertato che Cistola è capace di intendere e di volere e processualmente capace. Ma ha anche stabilito l’esistenza di un profondo stato depressivo incompatibile con il carcere e per questo l’operaio da luglio dell’anno scorso è agli arresti domiciliari in una struttura protetta in una località del nord Italia. Alle operazioni peritali, all’epoca, avevano partecipato anche il consulente nominato dalla difesa dell’imputato, il neuropsichiatra Biagiantonio Morelli, e quello nominato dalla parte offesa che si è affidata allo psichiatra Angelomarco Barioglio. Secondo la ricostruzione fatta da investigatori e inquirenti l’uomo non si sarebbe rassegnato alla fine della relazione sentimentale con la donna con cui aveva convissuto. La mattina del 22 febbraio dell’anno scorso, dopo aver squarciato con un taglierino la gomma dell’auto della ex, Cistola tornò a casa per prendere il coltello da cucina con cui pochi minuti dopo sferrò i tredici fendenti alla donna colpendola al ventre e al torace. Venne bloccato da alcuni passanti e commercianti della zona e arrestato dopo una breve fuga.
I due si erano lasciati venti giorni prima e in questo arco di tempo l’uomo aveva più volte cercato di tornare con la donna. Ma lei, stanca del suo atteggiamento e di continue scenate, aveva deciso di chiudere definitamente la relazione durata sette anni e così aveva posto fine alla convivenza. Era andata a vivere da alcuni familiari a Tortoreto, sul lungomare Sirena. E proprio qui lui una mattina l’ha aspettata, l’ha accoltellata colpendola 14 volte al ventre e al torace con un coltello da cucina con una lama da 22 centimetri.
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