Cgil: «Patto per rilanciare il territorio»

6 Gennaio 2022

Il sindacato chiede alle istituzioni un tavolo di confronto sulle risorse del Pnrr: «Perdiamo attrattività, i giovani vanno via»

TERAMO . Sedersi attorno a un tavolo, pianificare, programmare e rilanciare la provincia di Teramo. Una provincia che soffre da un punto di vista economico, sociale, occupazionale. Non più attrattiva, né dall’esterno né per chi ci vive e sempre più spesso decide di andare via. È il quadro che tratteggia la Cgil: numeri alla mano, il sindacato guidato dal segretario Giovanni Timoteo torna a sollecitare la costituzione di un tavolo di confronto fra istituzioni e parti sociali per ripensare il futuro del territorio sulla base anche delle risorse del Pnrr.
L’APPELLO
Un tavolo chiesto più volte negli ultimi mesi da Cgil, Cisl e Uil, concordi sull’urgenza di intervenire per salvare il territorio, e ora voluto anche dalla presidenza del consiglio dei ministri con un protocollo ad hoc. «Non ci sono più scuse, e non c’è più tempo: siamo rimasti inascoltati fino a questo momento, confidiamo in un cambio di rotta. Torniamo ad appellarci a Comuni e Provincia affinché si adoperino all’avvio di un tavolo di lavoro, anzi più tavoli in base ai molteplici temi che si devono affrontare, coinvolgendo le parti sociali, i giovani, le donne: bisogna partire da ciò che c’è, dal Pnrr e dalle grandi possibilità di cambiamento che offre. I temi prioritari sono noti: industria, sanità, ambiente, mobilità, formazione. Il faro è poi unico: riduzione delle disuguaglianze», dice Timoteo, preoccupato dal quadro socio-economico che la provincia restituisce. Preoccupazione che arriva dai numeri.
I DATI preoccupano
«La situazione in provincia è preoccupante sia sul fronte occupazionale che economico, sia per la condizione nella quale vivono anziani e giovani. Questi ultimi, in particolare, continuano ad andare via», dice Timoteo che fornisce questi dati: la pensione media annuale di un teramano è di 16.554 euro, contro i 19.244 della media nazionale. Una situazione che pone Teramo al 105° posto in Italia. Per quanto riguarda le retribuzioni medie da lavoro dipendente, nel Teramano si attestano a 16.496 euro all’anno contro 19.923 della media nazionale, collocando la nostra provincia all’80° posto. L’industria negli anni ha accusato un colpo duro: nel 2011 gli addetti del settore erano 39.031, diventati 28.824 nel 2019. Teramo si colloca al 100° posto in Italia per mobilità passiva sanitaria, mentre continua a perdere residenti: dal 2015 sono andate vie 9.300 persone, il 63% di età compresa fra i 20 e i 34 anni.
SI PERDONO PEZZI
Lo dice chiaramente Timoteo: «Perdiamo pezzi: i giovani non restano perché qui non c’è attrattività lavorativa e questo è drammatico; i salari e le pensioni sono bassi; la formazione professionale non viene incentivata. I dati, elaborati dal Sole24Ore, ci dicono che in questa provincia abbiamo più di un problema». Da dove iniziare? «Dai giovani e dalle donne, coinvolgendoli nei tavoli per il Pnrr. Le risorse ci sono, ma vanno indirizzate. È giunto il momento che la politica e le istituzioni locali si interroghino su cosa possono fare per salvare questo territorio e creare un orizzonte credibile e affidabile», conclude il segretario.
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