Chalet Arlecchino, sequestro annullato

Presunti abusi edilizi e concessione demaniale: il tribunale accoglie il ricorso della proprietà contro i sigilli
GIULIANOVA. Il perché della decisione lo diranno le motivazioni preannunciate tra novanta giorni. La certezza, da ieri, è il provvedimento con cui il tribunale del Riesame ha annullato il sequestro dello stabilimento balneare Arlecchino, sul lungomare Zara di Giulianova. I sigilli erano scattati venti giorni fa in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo firmato dal gip Marco Procaccini su richiesta del pm Davide Rosati per presunte difformità in merito a titoli edilizi e concessioni demaniali. La proprietà dello chalet (assistita dall’avvocato Guglielmo Marconi) ha fatto ricorso e il tribunale del Riesame (collegio presieduto da Domenico Canosa, a latere Sergio Umbriano e Carla Fazzini) nella seduta di ieri ha annullato il sequestro.
Il provvedimento era arrivato al termine di una attività ispettiva di polizia demaniale avviata originariamente da un nucleo di controllo congiunto composto dagli ufficiali della capitaneria di porto giuliese e personale dell’Agenzia del Demanio di Pescara. «Riapriremo il locale non appena la capitaneria di Porto verrà a togliere i sigilli e torneremo come sempre a disposizione dei nostri clienti», dice felice e visibilmente emozionato Morgan Di Concetto, il titolare del lido Arlecchino, «il diritto ha vinto e il tribunale di Teramo ha dimostrato di essere all’altezza della materia nonostante il codice della navigazione sia materia ostica. Non conosciamo ancora le motivazioni del Riesame ma è chiaro che le contestazioni sulla titolarità della concessione demaniale sono cadute di fronte alla verità dei fatti». E precisa: «Il nostro titolo si è rinnovato automaticamente in seguito alle procedure ministeriali. Il Comune non può rilasciare nessuna concessione ma ha semplicemente la titolarità della ricognizione. Una sentenza del Tar ha chiarito che la mia è una concessione ventennale con canone ridotto al 50% per via degli investimenti ingenti fatti sulla struttura. A proposito degli abusi edilizi sono stato assolto tre volte da parte del giudice e pertanto non posso essere nuovamente processato». All’epoca dell’ispezione demaniale, il personale operante della guardia costiera e dell’Agenzia del Demanio aveva evidenziato l’utilizzo dell’intera area originariamente rilasciata in concessione in assenza di un titolo in regolare corso di validità poiché, sostiene l’accusa, scaduto e mai rinnovato o prorogato. «In particolare», si legge nel decreto di sequestro preventivo del gip Procaccini, «il predetto stabilimento balneare risulta utilizzato in assenza di regolare titolo, atteso che la concessione demaniale marittima, suppletiva dell’originario titolo rilasciato dalla Regione Abruzzo, è scaduta di validità in data 31-12-2007». Di diverso avviso, naturalmente, la difesa della proprietà che della questione relativa alla concessione demaniale, e in particolare del rinnovo della proroga, ha fatto l’argomentazione filo conduttore alle 150 pagine del ricorso al Riesame presentato dall’avvocato Marconi.
(ha collaborato
Mirella Lelli)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

