«Che emozione stare sul set con Placido»

4 Aprile 2015

Il 13 aprile l’attore-regista sarà al Comunale a presentare la pellicola: con lui il coro Nisea e Antonello, suo figlio nella scena

TERAMO. E’ un film girato a Bisceglie, “La scelta”. Ma c’è anche un po’ di Teramo, nell’ultima fatica di Michele Placido, appena uscita sul grande schermo.

La colonna sonora è di un compositore teramano ben noto, Luca D'Alberto, nel film il coro diretto dalla protagonista Ambra Angiolini è il teramanissimo Nisea. E un piccolo componente del coro, Antonello Marini è stato scelto da Placido, attore e regista, per interpretare in una piccola parte suo figlio.

Tutto è nato da D’Alberto, all’ennesima collaborazione con l’attore-regista pugliese. A Placido serviva un coro di voci bianche ed era pronto a prendere quello di Bisceglie. «Io sapevo della professionalità di Claudia Morelli, la direttrice del coro Nisea», racconta D’Alberto, «e ho preferito lavorare con una amica che stimo. A Michele non sarebbe costato nulla prendere un coro in loco, invece si è accollato le spese del mantenimento per i giorni in cui sono state girate le scene, ma si è fidato di me. Sono stato felice di includere anche altri teramani nel film».

Per i 22 bambini del coro Nisea quei giorni di luglio a Bisceglie sono stati un’esperienza magica. «I ragazzi hanno avuto ritmo di lavoro molto serrato», racconta Claudia Morelli, «sono entrati a contatto di un mondo nuovo per loro. Si è creato un rapporto molto speciale con Ambra, che nelle pause giocava con loro, tanto che senza saperlo sono stati inserite delle scene dei loro giochi nel film». L’attrice impersona Laura, docente di esercitazioni corali al conservatorio di Bisceglie: preziosa guida sulla gestualità della professione è stata Valeria Morelli, assistente musicale e operativa del coro.

Il 13 alle 20,30 si terrà al Comunale la presentazione ufficiale del film, attualmente in programmazione. Ci sarà Placido che parlerà al pubblico e il coro eseguirà alcuni brani della colonna sonora del film, prima della proiezione. «Ambra non potrà esserci perchè debutta con un suo spettacolo ma ci ha promesso che a giugno parteciperà al nostro concerto di fine anno accademico», annuncia Claudia Morelli che alla fine ha avuto anche una piccola parte nel film: è la pianista che accompagna il coro e colei che suona quando c’è la scena d’amore fra la Angiolini e l’altro protagonista, Raoul Bova. Ospite d’onore sul set la piccola Silvia, appena nata, figlia di Claudia Morelli. Coccolata da tutti, tranne quando ha fatto scappare la pazienza – ma solo per un secondo – a Placido in quanto si è messa a piangere per la fame e ha interrotto le riprese di una scena.

E, poi, altri due “cammei” teramani. Elisa Coclite, 11 anni di Montorio e Federica Di Domenicantonio, 14 di Teramo, componenti del Nisea, hanno interpretato come soliste un brano di Rossini il "Duetto buffo dei gatti", che sottolinea un momento importante nel film.

E poi Antonello Marini, altro piccolo cantore, che è stato notato da Placido: secondo lui ha un volto tipicamente pugliese. E così gli ha dato la parte di Cosimino, suo figlio. «Non ero mai stato su un set», racconta il bambino teramano di 10 anni, «e non avevo idea di quanto fosse difficile fare un film e di quante persone ci fossero dietro a una macchina da presa. Nella versione originale il figlio di Placido ha 15-16 anni, ma poi è stato cambiato il copione per adattare la parte. Io ho avuto solo due battute. Ma quando ieri sono andato al cinema la mia voce mi è sembrata diversa. C’è poi la scena in cui suono la chitarra: mi avevano detto che ci avrebbero messo un’altra musica, invece no. Speriamo che la mia insegnante non si arrabbi: stavo solo strimpellando. Un po’ mi sono vergognato ma poi mi sono detto: “sono un’esordiente”. Mi piace la scena in cui il figlio dà le cuffiette al padre per fargli ascoltare la musica: Placido mi ha chiesto di scegliere una canzone che mi piace io gli ho consigliato “Somebody to love” dei Queen». Una bella esperienza per un bambino di 10 anni che, partito con la passione per il canto, si è trovato a recitare. «Non so se preferire il canto o la recitazione: sono entrambe arti belle e impegnative», conclude Antonello.

«Sebbene molto emozionati tutti i ragazzi hanno mostrato un'incredibile professionalità, reggendo ritmi di lavoro forsennati, dalle 7 alle 20», aggiunge Valeria Morelli, «venivano trattati proprio da artisti: quando uscivano dalla zona set, in un palazzo antico di Bisceglie, venivano accolti da ali di folla che faceva loro foto e applaudiva». Il coro, costituito da 40 elementi dai 6 ai 14 anni, ha al suo attivo diversi concerti – uno per tutti quello con il coro Arcobaleno dell'accademia nazionale di Santa Cecilia – fra gli appuntamenti futuri l’esibizione fra un mese al Teatro dei Marsi di Avezzano, accompagnato dall'Orchestra sinfonica abruzzese.

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