«Che pastrocchio sul cineteatro Seguita una procedura anomala»

TERAMO. «Grottesca». Gianguido D'Alberto, capogruppo consiliare del Pd, definisce così la vicenda relativa alla gestione del cineteatro comunale. La sala, dopo la sentenza del Tar dell'Aquila che di...
TERAMO. «Grottesca». Gianguido D'Alberto, capogruppo consiliare del Pd, definisce così la vicenda relativa alla gestione del cineteatro comunale. La sala, dopo la sentenza del Tar dell'Aquila che di fatto ha annullato la procedura di affidamento, resterà sotto il controllo della società Solti di Velletri fino a giugno, in attesa dei risultati della nuova gara d'appalto che il Comune è stato costretto a bandire. Proprio questa strategia, adottata dalla giunta con due provvedimenti deliberati lunedì, finisce al centro del mirino del rappresentante dell'opposizione.
«Nello stesso giorno l'amministrazione ha approvato sia l'affidamento diretto alla società che finora ha gestito la struttura», evidenzia D'Alberto, «sia il bando per la riassegnazione dell'incarico». Il paradosso, a detta del consigliere, sta nel fatto che la giunta ha seguito di fatto lo stesso percorso ritenuto illegittimo dal tribunale amministrativo. L'affidamento diretto, benché limitato al periodo fino al 30 giugno e comunque non oltre il completamento della procedura di gara, è dettato dalla necessità di compensare le spese sostenute dalla Solti da dicembre all’inizio luglio ed evitare che la società laziale richieda un risarcimento danni per aver dovuto rinunciare all'incarico a causa di un errore addebitato al Comune. «In questa situazione ci si è messa l'amministrazione», attacca D'Alberto, «scegliendo una procedura che abbiamo sempre ritenuto irregolare e da cui è scaturito il pronunciamento del Tar». La giunta, in pratica, ha creato le premesse per la richiesta di risarcimento ed è stata costretta a "metterci una pezza" con il rinnovo dell'affidamento diretto che servirà anche a salvare la stagione scongiurando la chiusura del cineteatro. Si è trattato, insomma, dell'ennesimo «pastrocchio», come lo etichetta il capogruppo del Pd.
«E' incredibile come l'amministrazione non riesca a seguire un percorso lineare», insiste D'Alberto, «nella storia ormai trentennale della gestione del cineteatro, nella quale non c'è mai stata una vera gara d'appalto, si ricorre di nuovo a una procedura anomala». Il consigliere si augura che non ci siano ulteriori impugnazioni dei provvedimenti adottati dalla giunta, ma chiede chiarezza sulla determinazione dei costi affrontati dalla Solti e che andranno rimborsati con l'incarico diretto di gestione. «Vogliamo sapere come sono stati valutati i lavori fatti dalla società», osserva, «e con quali criteri è stata rivista la convenzione riducendo gli oneri a carico del gestore». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

