Chiarini, assessore regista che punta sui talenti locali

3 Luglio 2016

Vuole valorizzare il polo museale e chiamare i giovani a organizzare eventi «Andiamo oltre il metodo basato sulla richiesta di contributi al politico amico»

TERAMO. Più che l'assessore sarà il "regista" della cultura. Marco Chiarini interpreta così, con un evidente richiamo alla sua professione, il ruolo nella giunta del sindaco Maurizio Brucchi. Come il regista individua il "focus" del film che sta girando, lui da amministratore troverà «il punto centrale a cui tutte le scelte dovranno tendere». Per presentare il piano di gestione dell'assessorato Chiarini, affiancato dal primo cittadino, ha chiamato in municipio alcuni dei principali esponenti delle arti e della cultura teramana.

La premessa è che per le attività culturali non c'è un euro in bilancio. L'assessore lo definisce un «dato di fatto su cui è inutile discutere» e per il quale non ha soluzioni immediate. «L'unica cosa che si può fare», sottolinea, «è avviare una fase di sperimentazione che vada oltre il metodo ortodosso basato sulla richiesta di contributi al politico amico per finanziare iniziative anche di qualità». In mancanza di soldi bisogna aguzzare l'ingegno e allora spazio alle idee, in attesa di cogliere opportunità offerte dall'Unione europea per rimpinguare le casse. «Identità e orgoglio» sono le parole maestre che ispireranno la strategia e la tattica a cui Chiarini farà riferimento per valorizzare le eccellenze teramane e intervenire nelle situazione di maggior emergenza.

Tra i punti di forza della sua proposta l'assessore colloca le attività del polo museale a scopo divulgativo e didattico rivolte agli studenti. La criticità principale, invece, è rappresentata dall'Ipogeo sotto piazza Garibaldi. «Sono stato il primo a contestarlo», osserva, «ma ora vogliamo spendere un milione di euro per distruggerlo?». Quello spazio va utilizzato al meglio ripartendo proprio dalle idee, così come andranno valorizzati gli altri epicentri dell'offerta culturale: il museo archeologico, la pinacoteca e il laboratorio di arte contemporanea Arca. Per la gestione delle tre strutture Chiarini pensa ad altrettanti giovani che rivestiranno il ruolo di curatori delle iniziative a cui saranno destinate. «Invece di organizzare nuove mostre», precisa l'assessore, «punteremo a far conoscere il patrimonio artistico che c'è». L'orgoglio dell'identità, dunque, passerà attraverso la valorizzazione delle opere che formano la collezione permanente del Comune e delle aree archeologiche per il quale l'assessore auspica una pressante richiesta di visite «più che le proteste per la mancanza di bagni pubblici nel sito della Madonna delle Grazie». Gli unici finanziamenti disponibili sono quelli che arrivano dalla fondazione Tercas. Serviranno per i Giochi senza frontiere, già in fase avanzata di organizzazione, il "Festival della follia" e il "Premio Teramo". Ci sarà anche il cinema in piazza. «Ho chiesto a un'associazione», afferma l'assessore, «di trovare sponsor e modalità per organizzarlo ampliando la programmazione». L'assessore, però, non propone «un elenco di eventi, ma stimoli generali» per ridare slancio alla cultura con un approccio da tecnico, non da politico.

Gennaro Della Monica

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