Chiavetta: non sto con la destra

18 Maggio 2016

Il candidato sindaco smentisce un accordo con l’Ncd di Tancredi

BELLANTE. Secondo Ennio Chiavetta, candidato sindaco di “Bellante bene comune”, «a Bellante non c'è alcun mistero, è tutto chiaro e alla luce del sole». Il riferimento è alle recenti, contrastanti prese di posizione sulla connotazione della sua lista. L’unica di sinistra del paese, come essa si definisce? Civica e trasversale, come sostiene il deputato Ncd Paolo Tancredi che ha rivendicato la presenza in essa di elementi che vengono dal centrodestra? O un “inciucio” in piena regola, come sostiene il candidato sindaco designato dal Pd (ma a sua volta appoggiato da parte della destra locale) Giovanni Melchiorre?

Chiavetta non ha dubbi: «Il Pd ha fatto un accordo politico col centrodestra rappresentato da Iachini e Pallini, due noti dirigenti locali di quell'area politica. Il Pd ha condotto trattative parallele col centrosinistra e con la destra. Con il centrosinistra per costruire pretesti per giustificare la rottura di una alleanza sempre vincente che risale alle prime elezioni democratiche dopo la Liberazione. Con la destra perché ha scelto di trasferire anche a Bellante l'accordo che ha con essa a livello nazionale e provinciale. Per superare le difficoltà proponemmo a dicembre le primarie, ci hanno risposto il 13 di aprile quando non c'era più il tempo per farle. Forse Melchiorre ha capito che quella scelta è perdente e cerca di scrollarsi l'etichetta di lista di centrodestra quale è, cercando di affibbiarla ad altri. Stanno etichettando i candidati di “Bene comune” che vengono dall'esperienza civica con connotazioni assolutamente fantasiose, dopo averli corteggiati per mesi e averne convinto solo uno».

Quanto a Tancredi, Chiavetta sostiene di non averlo mai incontrato e di non aver mai condotto trattative con lui. E se il deputato Ncd afferma che il suo candidato nella lista è Emidio Di Sabatino, quest’ultimo smentisce in una nota, scrivendo: «La mia inclusione nella lista è avvenuta in seguito a trattative politiche nella coalizione che ha individuato Chiavetta candidato sindaco con il ruolo e lo spazio che questa lista intendeva mettere a disposizione di personalità indipendenti e libere di non avere alcuna tessera di partito».

Per Chiavetta sarà tutto chiaro, per gli osservatori esterni è chiaro solo che a Bellante gli schieramenti politici tradizionali non esistono più.