Chiesta l’archiviazione per Visco e Brancadoro

17 Febbraio 2016

TERAMO. Dopo pochi mesi di indagine la procura di Spoleto ha chiesto l’archiviazione per il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e altre sette persone, tra cui l’attuale presidente di...

TERAMO. Dopo pochi mesi di indagine la procura di Spoleto ha chiesto l’archiviazione per il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e altre sette persone, tra cui l’attuale presidente di Tercas e Caripe Gianluca Brancadoro, per la vendita della Banca Popolare di Spoleto. La richiesta di archiviazione è sta inviata al gip dopo che l’inchiesta non ha individuato alcun elemento penalmente rilevante nella vendita della Bps al gruppo Banca Desio. Brancadoro era uno dei tre commissari nominati dalla Banca d’Italia per gestire l’istituto, che era in forte sofferenza, i quali di concerto con via Nazionale decisero di vendere la banca spoletina al gruppo Desio, ritenendo quell’offerta la migliore sotto il profilo delle garanzie.

Decisione contestata da un gruppo di circa 400 ex soci della BpS che presentò un esposto contestando ai commissari e alla Banca d’Italia la mancata accettazione dell’offerta presentata dal Nit Holding, una società finanziaria con sede ad Hong Kong. Benché fosse più conveniente, almeno sulla carta, l’offerta venne scartata perché i commissari giudicarono del tutto inattendibile la documentazione fornita dalla società asiatica sulla propria solidità economica. L’indagine venne comunque avviata come atto dovuto in seguito all’esposto, in cui si ipotizzava anche un presunto conflitto di interessi, e venne aperto un fascicolo per abuso d’ufficio, corruzione e truffa. «Un’inchiesta patacca» la definì Brancadoro quando si diffuse la notizia e la stessa procura gli ha dato implicitamente ragione visto che ha chiesto l’archiviazione per tutti gli indagati. Ora si attende la decisione del gip, ma i 400 ex soci che presentarono l’esposto hanno preannunciato che si opporranno alla richiesta di archiviazione. (e.a.)

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