Chiodi torna nella Banca di Teramo
Come previsto, l’assemblea dei soci lo ha nominato presidente del collegio dei revisori. Con lui Di Sabatino e Di Domenico
TERAMO. Tutto come previsto. L’assemblea dei soci della Banca di teramo di credito cooperativo ha confermato le indiscrezioni della vigilia. Il nuovo presidente del collegio dei revisori è Gianni Chiodi che si è imposto con 232 preferenze su 284: tanti erano i soci presenti al voto su un totale di oltre quattromila. Ad affiancare il presidente del collegio saranno i sindaci revisori Elio Di Domenico (ex sindaco revisore della Fondazione Tercas) che ha ottenuto 204 voti, e Alfonso Di Sabatino Martina (ex assessore alle finanze del Comune di Teramo) che ne ha ottenuti 200.
Tutti e tre i componenti del collegio hanno ottenuto oltre l’80% delle preferenze dei presenti. Soddisfatto Gianni Chiodi che ha ringraziato il consiglio di amministrazione della banca (dove siede anche il suo socio di studio Carmine Tancredi) per la designazione impegnandosi a svolgere con rigore l’incarico. Per Chiodi è una sorta di ritorno a casa dal momento che nel 1994 figurava proprio tra i membri del comitato promotore della banca di cui ha ricoperto già in passato il ruolo di revisore. Il presidente della banca Cristiano Artoni, dopo aver proclamato gli eletti ha colto l’occasione per sottolineare le ottime performance della banca. «Mi fa piacere», ha detto Artoni, «che i soci abbiano accolto in maniera consistente i tre nomi proposti dal Cda. E’ una banca che presenta performance semestrali importanti e che continua a destinare i suoi utili negli accantonamenti». Il nuovo collegio dei revisori, che in genere ha durata triennale, resterà in carica sicuramente fino all’approvazione del bilancio 2015 e scadrà con la fine del mandato del presidente Artoni, dal momento che il suo rinnovo si inserisce a metà mandato dopo le dimissioni dei tre sindaci uscenti Antonio Bucciarelli, Alberto Davide ed Elio Ciaffi. Artoni è intervenuto infine per spegnere le polemiche sollevate alla vigilia dell’assemblea dal cosiddetto comitato dei “soci scontenti”, circa un centinaio di componenti, che hanno deciso di disertare la convocazione a Sant’Atto in polemica contro la politica di rigore perpetrata dalla nuova direzione affidata a Fernando De Flaviis. «Io non ho mai incontrato i soci dissidenti, né l’associazione Robin Hood», ha dichiarato Artoni. «La mia porta è aperta. Sono pronto a incontrare chiunque e ad ogni confronto su eventuali problematiche».
Marianna De Troia
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