Chiostro e museo chiusi, Sgarbi s’infuria

11 Agosto 2023

Atri: il sottosegretario in visita alla città chiama carabinieri, prefetto e vescovo e fa riaprire il complesso dietro il duomo

ATRI. Il sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi s’infuria per la chiusura al pubblico del chiostro della cattedrale di Atri e dell’annesso museo capitolare. All’indomani dello spettacolo tenuto nella città ducale martedì, Sgarbi ha voluto visitare le bellezze della città e quando ha saputo che il museo capitolare era chiuso da tempo è andato in escandescenza. Ha voluto sul posto i carabinieri e ha chiamato al telefono il prefetto di Teramo, il vescovo e la Sovrintendenza per farlo riaprire.
Dopo una serie di telefonate concitate è giunto da Silvi l’ex direttore del museo Filippo Lanci, che ha aperto lucchetti e serrature delle porte. Uno spettacolo di arte e bellezza si è aperto davanti agli occhi dei presenti, tra i quali il primo cittadino Piergiorgio Ferretti. Sgarbi ha camminato per tutto il perimetro del chiostro, che è comunque ben tenuto, e come spesso accade non ha trascurato di realizzare un video e postarlo sul proprio profilo Facebook, dicendo: «Non si può impedire l’accesso dei turisti al complesso del chiostro, del museo capitolare e della cisterna del duomo, che tra l’altro è in condizioni di conservazione buone. Occorre solo che il Comune garantisca la buona manutenzione del sito e la Sovrintendenza lo tuteli. Scriverò una lettera agli organi competenti, mi fa piacere che una città che ho tanto visitato e amato abbia il chiostro aperto e restaurato. Lo spazio», ha continuato Sgarbi, «può essere aperto al pubblico con la gestione dell’amministrazione comunale. È un atto di civiltà e responsabilità per una città civile come Atri, ognuno deve lavorare per il bene comune che nessuno può chiudere».
Il sindaco Ferretti non ha esitato a definire l’accaduto «un primo e importante passo verso la riapertura», anche se ha ribadito di non aver trovato finora la disponibilità da parte della diocesi e di aver più volte chiesto al vescovo Lorenzo Leuzzi e al direttore del Capitolo, don Matteo Baiocco, «un tempestivo e risolutivo riscontro alle innumerevoli richieste in tal senso».
Domenico Forcella
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