Chirurgia robotica all’ospedale Mazzini

Entrata in funzione la nuova tecnologia, l’obiettivo è impiegarla per 250 interventi all’anno dal 2024
TERAMO. La chirurgia robotica entra all'ospedale Mazzini facendo fare un balzo in avanti in termini di qualità e innovazione alla sanità teramana: il sistema “da Vinci Xi”, presente in 180 realtà italiane (quattro in Abruzzo), consente interventi mini invasivi utili a minimizzare il trauma e a ridurre i giorni di degenza ospedaliera del paziente. Da qualche settimana la nuova tecnologia è operativa al Mazzini ed è stata finora impiegata per nove interventi in urologia, chirurgia generale e ginecologia. L'obiettivo per il 2024 è, anche tramite la costante formazione del personale sanitario, raggiungere le 250 operazioni estendendo l'impiego del robot all'otorino e alla chirurgia toracica. Il “da Vinci Xi” permette al chirurgo di operare a distanza manovrando una consolle: il sistema computerizzato trasforma il movimento delle mani in impulsi che vengono convogliati alle braccia robotiche.
La novità e le potenzialità che sprigiona sono state illustrate ieri dal direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, dall’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì, dal direttore del dipartimento chirurgico della Asl di Teramo Pietro Romualdi e da Daniele Coccia e Silvia Di Biasio dello studio Pacinotti, gruppo Ab Medica, l’azienda che distribuisce il sistema robotico. Tutti hanno sottolineato come i vantaggi della chirurgia robotica siano notevoli non solo per i pazienti (guarigione più rapida, post intervento meno doloroso, cicatrici quasi assenti, riduzione della necessità di trasfusioni di sangue) ma anche per i medici che potranno lavorare meglio in termini di comfort e precisione. Ma, hanno sottolineato Verì e Di Giosia, ripercussioni positive si avranno anche sul fronte delle liste d'attesa e della mobilità passiva: il robot consente di aumentare il numero di interventi e offre prestazioni che spesso i teramani cercano altrove.
Veronica Marcattili

