Chirurgia vascolare, annullato il concorso

Dopo l’inchiesta della Procura, la commissione esaminatrice rinuncia a fare una nuova valutazione della casistica operatoria
TERAMO. Annullato il concorso in chirurgia vascolare. Una rutilante serie di eventi ha travolto nelle ultime ore la selezione da primario più travagliata di una serie che comunque già in partenza ha innescato una serie di polemiche.
Il giorno dopo la pubblicazione sul Centro della notizia che è stata aperta un’inchiesta giudiziaria a stabilire se ci siano state delle irregolarità per iniziativa del sostituto procuratore Davide Rosati, la notizia è che il direttore generale della Asl, Roberto Fagnano, ha deciso di revocare il concorso. La decisione di Fagnano segue a quella della commissione esaminatrice che l’altro ieri ha tirato i remi in barca. «Non ha ritenuto di valutare la casistica operatoria come riverificata dalla Asl», spiega il direttore generale, «verifica che si è resa necessaria a seguito dell'esposto di uno dei candidati e che aveva condotto alla conclusione che tutte e tre le casistiche, in misura diversa, erano sbagliate». L’esposto citato da Fagnano è quello presentato da Walter Di Nardo, primario facente funzione del reparto. Al termine della selezione, infatti, il primo classificato nella terna di nomi in cui il direttore generale, per legge, deve scegliere il primario, è stato l’ex segretario regionale dell’Anaao Filippo Gianfelice, seguito dai due chirurghi che negli anni si sono alternati come primario facente funzione, Di Nardo e Antonio Villani. E le imprecisioni nelle casistiche – accertate dalla Asl – potrebbero aver influenzato la valutazione finale. A dirimere l’intricata situazione non è riuscita nemmeno la commissione esaminatrice, che, richiamata dalla Asl dopo l’esposto, ha ripreso in mano tutti i documenti. «Ha ritenuto di non poter rivalutare e di sentirsi di non prendere ulteriori decisioni», conferma Fagnano, da qui la decisione di «annullare la selezione e ripetere la procedura».
Fagnano, qualche tempo fa, aveva anche chiesto un parere ad Alberto Zito, docente ordinario all’università di Teramo, che però ancora non è stato consegnato. La situazione è infatti complessa. Tutti e tre gli aspiranti primari hanno presentato le certificazioni sbagliate della casistica, a diversi livelli. In più uno dei candidati, in qualità di primario, ha certificato, a sua volta, agli altri due la casistica. Inoltre in caso di annullamento, anche gli altri tre concorrenti non entrati nella terna potrebbero ritenere pregiudicati i propri interessi, sebbene per legge il direttore generale può scegliere solo fra i primi tre classificati.
Il risultato di tutto questo pastrocchio è che adesso si deve ricominciare da capo. E passerà almeno un anno per avere il primario della chirurgia vascolare del Mazzini.
Nella serie di concorsi da primario, ma stavolta di cardiologia a Giulianova, c’è un ricorso al giudice del lavoro presentato da Sandro Core che sarà discusso a febbraio a cui si aggiunge quello presentato da Vincenzo Cipolletti per la selezione della responsabilità dell’unità semplice a valenza dipartimentale di urologia ad Atri.(a.f.)
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