Chiude il centro di formazione Guerrieri

14 Aprile 2015

Roseto, costi insostenibili: i preti smantellano i laboratori che hanno formato 4.000 giovani

ROSETO. Iniziato lo smantellamento dei laboratori di meccanica all’interno del centro di formazione professionale Afgp Guerrieri di Roseto, meglio conosciuto come scuola dei preti. L’annuncio era già stato dato da padre Igor Manzillo, legale rappresentante dell’Afgp (associazione di formazione Giovanni Piamarta), anche se erano stati messi in atto diversi tentativi, sia da parte dell’amministrazione comunale che della Regione, per cercare di far tornare sulle proprie decisioni i vertici del centro. A monte di tale scelta le difficoltà nel portare avanti l’attività formativa, più volte sottolineate dai sacerdoti che gestiscono la struttura: difficoltà dovute ai ritardi nella concessione dei contributi regionali ma anche all’insostenibilità dei costi e, soprattutto, alla mancanza di sviluppo della stessa attività. «Non sempre delle scelte devono essere supportate dai numeri», è l’amaro commento di Gianfranco Marini, ex consigliere comunale e per 40 anni insegnante al centro Guerrieri, «e questo sarebbe stato un classico caso in cui un’attività sociale - per di più gestita da religiosi - avrebbe potuto andare avanti a sostegno del sociale. Non dimentichiamoci che questa scuola ha accolto migliaia di ragazzi espulsi dal circuito scolastico tradizionale, formando professionisti diventati poi piccoli industriali».

Si chiude così un capitolo importante della storia rosetana, iniziato circa 60 anni fa con l’arrivo a Roseto dei primi sacerdoti della congregazione bresciana Sacra Famiglia di Nazareth, i quali diedero vita al centro Guerrieri con relativo oratorio (il celeberrimo “campo dei preti”) e all’annessa parrocchia del Sacro Cuore, poi ceduta alla Curia di Teramo. Dal 2001 le attività di formazione sono a titolarità Afgp, ottenendo l’accreditamento di agenzia formativa, il che ha consentito alla sede di Roseto di svolgere attività di formazione riconosciute dalla Regione e in modo autonomo. Un duro colpo per Roseto la fine dell’attività di formazione professionale del centro, dove in tutti questi anni si sono formati circa quattromila giovani, i quali sono diventati bravi operatori di macchine utensili, impiegati soprattutto nel settore metalmeccanico.

Federico Centola

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