Chiude l’ultimo barbiere di Castiglione

18 Febbraio 2016

Belfino D’Aviera a 83 anni dice basta e il centro storico perde una delle sue tre attività superstiti

Sul bancone ci sono forbici, pettini, pennelli e schiume da barba. Alle pareti sono attaccate licenze, diplomi, attestati, foto e anche ritagli di giornale. Il piccolo locale di circa 30 metri quadri già alla vista racconta molto, ma riesce ad attivare un po’ tutti i sensi quando si ha l’occasione di entrarci. Si tratta della bottega di Belfino D’Aviera, uno degli ultimi barbieri vecchio stile della valle del Fino e in particolare di Castiglione. La sua bottega si trova nel cuore del centro storico, ha iniziato a lavorarci nel 1968. Un posto frequentato da generazioni e che un po’ rappresenta l’anima del piccolo comune, anzi l’ha rappresentata. Perché da qualche settimana l’attività non esiste più. La saracinesca è stata abbassata per sempre per scelta di Belfino, che era in pensione dal 1992, ma che per il forte attaccamento al lavoro ha portato avanti l’attività sino ad ora.

«A marzo compirò 83 anni», spiega, «è ora di dire basta». Una storia importante la sua, barbiere dal 1952. Dalla natia Pianella Belfino andò a studiare a Pescara, e aprì il suo primo salone a Collecorvino. «Sono venuto a Castiglione», racconta, «per matrimonio. Ho sposato una parrucchiera figlia di un barbiere ancora in attività. Appena arrivato ho lavorato insieme a mio suocero in questo locale, prima di lavorarci da solo, ma si racconta che prima di lui c’erano stati altri barbieri in queste mura. Si dice dal 1928».

Si chiude così un’altra pagina della storia commerciale di Castiglione che solo vent’anni fa aveva nel centro storico molte attività. Ora entrando dalla porta chiamata Lu Suppurt, c’è solo un tabaccaio, più avanti una parrucchiera. Nient’altro. «Non volevo chiudere anche per questo», commenta Belfino, «volevo cercare qualche giovane cui cedere l'attività, gli avrei dato tutto l’arredamento gratis».

Belfino ha sempre amato il suo lavoro e lo ha visto cambiare nel tempo. «I nuovi parrucchieri sono organizzati diversamente, io non ho mai lavorato per appuntamento. Le persone stavano qua ad aspettare e si chiacchierava. Sono stato un po’ psicologo, un po’ amico, un po’ confidente e le persone che mi hanno sempre scelto sono tristi per la chiusura. Sono cambiati i tempi, ma non le loro abitudini. Vogliono farsi i capelli come una volta, con lentezza e in un ambiente familiare». Di familiare c’è molto in quella bottega. Alle pareti c’è una storia personale, ci sono le foto di ciclisti e di amici. Perché Belfino ha sempre avuto la passione per le due ruote. C’è anche un articolo di giornale con il riconoscimento avuto dalla Camera di commercio nel 2013 per la sua attività. «A questo mestiere devo tutto», spiega, «restano i ricordi, quelli personali e di un paese. E’ triste sapere di chiudere senza continuità. I tempi cambiano. Purtroppo».

Evelina Frisa

©RIPRODUZIONE RISERVATA