Chiude la sede di polizia postale «Teramo di nuovo penalizzata»

7 Aprile 2017

In applicazione del decreto Madia la sezione sarà soppressa: per difenderla nasce una pagina Fb L’assessore Fracassa: si elimina un servizio fondamentale per l’individuazione dei reati telematici

TERAMO. Sparisce la sezione teramana della polizia postale. In applicazione della legge Madia, com'era nell'aria ormai da tempo, l'ufficio a breve sarà soppresso e i sei operatori che attualmente ne fanno parte verranno destinati ad altro incarico in questura. La chiusura era stata prospettata già tre anni fa, quando fu reso noto il piano di riorganizzazione nazionale che coinvolgeva anche la polizia ferroviaria: quel rischio venne scongiurato, ma ora riemerge e a quanto pare stavolta comporterà effetti concreti.

Per difendere la sezione teramana della Polpost è stata creata una pagina Facebook che sottolinea le conseguenze negative di questa scelta per un territorio destabilizzato dalla grave emergenza scatenata da terremoto e maltempo. «Non si è tenuto conto che dopo tali eventi il taglio previsto sarebbe l'ennesimo colpo inferto alla città di Teramo», si legge sul social network, «privandola di un ufficio che quotidianamente è impegnato nelle varie procure nonché alla Direzione distrettuale dell'Aquila per il contrasto dei crimini nella rete dalla pedopornografia al cyberbullismo, con risultati poco pubblicizzati proprio per tutelare i minori e i vari soggetti sensibili che durante gli anni trascorsi si sono indirizzati verso tale ufficio, trovando professionalità e riservatezza soprattutto nei risultati di molteplici attività investigative». Tra le operazioni di maggior rilievo della sezione teramana viene citata quella che ha smantellato un'estesa organizzazione criminale specializzata nella clonazione di bancomat con 55 arresti. La Polpost teramana ha portato avanti anche progetti nelle scuole per la sicurezza informatica e i rischi connessi all'utilizzo scorretto della rete internet.

Reazioni indignate arrivano anche dall'amministrazione cittadina. «Lo Stato taglia sulla sicurezza», attacca l'assessore Franco Fracassa, che è stato funzionario di polizia, «è un fatto gravissimo, si sopprime un servizio fondamentale per i giovani e per la cittadinanza». L'assurdità, secondo lui, sta nel fatto che l'operazione non comporterà alcun risparmio di spesa. «L'ufficio ha una sede messa a disposizione delle Poste che si fa carico anche delle utenze e dell'uso dei computer», osserva, «per cui eliminarlo non inciderà sulla contrazione dei costi». In compenso, a detta di Fracassa, saranno mortificate le competenze del personale che, nonostante i numeri risicati, «ha ottenuto ottimi risultati ma si ritroverà a fare ordine pubblico tra Teramo e Giulianova». Fracassa ritiene indispensabile una mobilitazione di massa contro la soppressione dell'ufficio. «Ci vuole la collaborazione della politica», spiega, «bisogna sollecitare chi ci rappresenta a tutti livelli per imprimere un'inversione di rotta a questa situazione». Anche perché le sezioni di Pescara e l'Aquila resteranno aperte. «Perché sempre i teramani devono essere penalizzati?» è la domanda polemica dell'assessore. (g.d.m.)

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