Chiusa l’inchiesta sulle casette galleggianti

29 Gennaio 2021

La Procura conferma per i due indagati le accuse di abuso edilizio e occupazione abusiva di demanio

GIULIANOVA. La Procura conferma le accuse e chiude le indagini per le casette galleggianti di Giulianova. Nei giorni scorsi il pm titolare del fascicolo Andrea De Feis ha firmato l’avvi so di conclusione del fascicolo che vede due imputati. La chiusura delle indagini arriva dopo che il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso presentato dalla proprietà assistita dall’avvocato Guglielmo Marconi. I giudici del Riesame (collegio presieduto da Flavio Conciatori), hanno sostanzialmente confermato il presupposto giuridico alla base del provvedimento di sequestro scattato su disposizione della Procura teramana.
Le ipotesi di reato contestate dal sostituto procuratore titolare De Feis sono due: l’abuso edilizio e la violazione dell’articolo 1161 del codice della navigazione, ovvero l’abusiva occupazione di uno spazio demaniale. Quest’ultimo reato stabilisce che: «È punito chiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali della navigazione interna, ne impedisce l'uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate». Ipotesi di reato, entrambe, per cui la Procura teramana ha chiesto e ottenuto il sequestro delle tre casette galleggianti che dall’inizio dell’estate 2020 si trovano nel porto di Giulianova per essere date in locazione. Sequestri che, all’epoca, sono stati delegati alla sezione Roan della guardia di finanza di Pescara, in particolare la sezione navale specializzata proprio nel seguire questo genere di inchieste.
Dopo la chiusura delle indagini gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere sentiti dall’autorità giudiziaria.(d.p.)
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