Chiusa la cucina dell’ospedale di Atri

Lo ha deciso la Asl per ridurre i costi, d’ora in poi solo cibi precotti. Il sindaco Astolfi: «Ci opporremo in tutti i modi»
ATRI. Chiudono le cucine dell’ospedale San Liberatore di Atri. Un altro servizio che viene risucchiato dai tagli che hanno portato alla recente cancellazione di numerosi reparti, tra cui quello del punto nascita chiuso a novembre. Il primo cittadino Gabriele Astolfi sulla questione dichiara: «La chiusura della cucina mi era stata ultimamente paventata dal dirigente sanitario, ma in realtà il servizio preparazione cibi è già non operativo. Tutto ciò costituisce un ulteriore depotenziamento per l’ospedale. La prossima settimana mi incontrerò con il comitato dei sindaci dell’entroterra teramano e della costa per discutere il da farsi. Vogliamo contrastare il piano in atto diretto a chiudere definitivamente tutta la struttura sanitaria atriana. Ci opporremmo in tutti i modi a questo nuova cattiva notizia. Atri è stata sacrificata troppo. La cucina interna era un servizio di eccellenza, i pasti venivano preparati al momento e sempre freschi , ora arriveranno i cibi precotti in vaschette e la qualità sarà sicuramente ridotta».
La notizia della chiusura della cucina ospedaliera del San Liberatore apre di fatto un'altra pagina di interrogativi specie su quello che sarà il destino del personale che finora ha prestato la propria attività lavorativa e che per decine di anni ha preparato e servito cibi ai degenti. «Il personale della cucina», ipotizza il sindaco, «forse verrà dislocato in altri servizi. È uno dei tanti problemi da affrontare». Ad intervenire sulla vicenda,è anche Mario Marchese del comitato “Difesa ospedale Atri” che ieri ha scritto una lettera aperta al sindaco «Sembrerebbe che l’azienda sanitaria locale di Teramo si appresti a togliere il servizio cucina gestito da personale locale di ruolo presso il presidio ospedaliero atriano. Stanno facendo la stessa cosa che hanno fatto per il Cup, togliendo personale e spendendo ancora di più». Un utente dell’ospedale ieri ha protestato scrivendo sui social network: «Adesso anche la cucina !!! Non è possibile!!! Ma cosa hanno verso l'ospedale di Atri ? Cosa vogliono fare di più dopo averci tolto il punto nascita che era un fiore all’occhiello ? Qui ci dobbiamo ribellare sul serio altrimenti ci tolgono pure l’anima».
Domenico Forcella
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