«Ci ha dato strumenti per fare diverse attività»

Giornalisti, videomaker e il presidente del Corecom raccontano gli anni in ateneo
TERAMO. Giornalisti, videomaker e tanto altro. Manolo Lanaro, Filippo Lucci, Barbara Gambacorta e Francesco Paolucci, tutti ex studenti di Scienze della comunicazione ricordano in particolare i professori preparati e disponibili e i corsi pratici a completamento degli studi teorici. L'unica vera critica riscontrata è quella derivante dal carattere ripetitivo di alcuni corsi, soprattutto nella triennale, fa notare Paolucci, giornalista e videomaker aquilano, che comunque ritiene questo corso di studi basilare per chi «vuole incidere nel mondo della comunicazione» e ha una «forza creativa dentro».
Filippo Lucci, anche lui giornalista professionista, è presidente regionale del Corecom (comitato regionale per le comunicazioni, ente che ha funzioni di garanzia e controllo sul sistema delle comunicazioni). La laurea in Comunicazione per lui è stata dunque determinante, anche se originariamente Lucci puntava la giornalismo televisivo. Ma proprio il bagaglio culturale conferitogli dalla facoltà gli ha reso possibile percorrere un'altra strada: «Intanto ho avuto una preparazione generale sulle comunicazioni non solo dirette ai cittadini, ma competenze specifiche nel ruolo che ricopro. Questa facoltà mi ha dato insomma competenze generali estendibili ai casi specifici. Nonostante le critiche mosse a questo corso di studi, per quanto mi riguarda ha rafforzato un percorso professionale, dandomi quel valore aggiunto per ottenere il salto di qualità». Lanaro, giornalista del Fatto Quotidiano nonché videomaker racconta che la facoltà gli ha dato l'opportunità di fare esperienza nella radio dell'ateneo: per anni ha fatto programmi e interviste. Senza, forse, non sarebbe a Roma a fare il lavoro «che ha sempre sognato». E comunque, per Lanaro, resta basilare l'approccio dello studente al corso di studi: «Se si limita solo a dare esami e si disinteressa di tutto ciò che accade all’interno dell’università alla fine non gli rimarrà niente».
Aspetto condiviso da Barbara Gambacorta giornalista e capo della segreteria del parlamentare di Scelta civica Giulio Sottanelli, secondo cui «sono le passioni che si sono coltivate durante gli anni universitari a fare la differenza». Anche Gambacorta ha fatto un'esperienza nella radio di ateneo, ritenuta importante. «Magari quel che è mancato nel mio percorso è stato proprio un approccio pratico che non era previsto dal piano didattico ma di cui avrei avuto bisogno», conclude.
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