Ciaccia, dissequestrati beni per 180 milioni

La Corte d’appello di Roma ha revocato la confisca di conti, immobili e auto agli ex patron del Teramo Calcio in serie C
TERAMO. La loro breve permanenza ai vertici dell’ ultima stagione del Teramo calcio in serie C sembra preistoria, ma la vicenda giudiziaria in cui sono coinvolti è ancora profondamente immersa nel presente.
La Corte d’appello di Roma ha dissequestrato beni per 180 milioni, tra immobili, auto di lusso e conti, che nel marzo dell’anno scorso il tribunale di Roma, aveva confiscato ai fratelli Mario e Davide Ciaccia, i due imprenditori romani che a novembre del 2021, proprio mentre erano ai vertici dell’allora Teramo calcio, furono arrestati e scarcerati nel giro di 48 ore. Un provvedimento, quello del fermo, disposto all’epoca dalla Procura capitolina nell’ambito di una maxi inchiesta con 21 indagati per una presunta truffa, autoriciclaggio e indebita compensazione dei crediti fiscali riconosciuti con il Superbonus del 110. Tra i beni confiscati c’erano varie vetture di lusso tra cui una Lamborghini, una Mercedes, una Bmw, quaranta immobili pregiati nel Lazio e in altre regioni, conti correnti e rapporti bancari. Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dalla guardia di finanza, in particolare dagli uomini del Gico e del nucleo di polizia economico finanziaria di Roma delegati alle indagini dall’autorità giudiziaria, nella richiesta di ammissione a un concordato preventivo per una delle società edili di proprietà, gli imprenditori avrebbero programmato operazioni contabili e finanziarie che, secondo l’accusa, sarebbero state fittizie e volte a far emergere una situazione patrimoniale diversa da quella reale per ottenere in un primo momento finanziamenti dagli istituti bancari e successivamente convincere i creditori ad appoggiare i piani concordatari adottati. Sempre secondo l’accusa nel complesso sistema di società collegate e interconnesse tra loro ci sarebbero state particolari operazioni contabili. Accuse che i due imprenditori hanno sempre respinto. Il ricorso in appello era stato presentato dagli avvocati Fabio Lattanzi che assiste Mario Ciaccia e Giorgio Martellino e Gianluca Tognozzi che assiste Davide.(d.p.)
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