Ciaccia: «Sono stati dei giorni terribili»

Davide fermato e scarcerato dopo 48 ore: «In un Paese democratico non dovrebbe succedere»
TERAMO. «A livello umano sono stati giorni difficili. Non voglio fare polemica ma in un Paese che si professa democratico queste cose non dovrebbero accadere»: Davide Ciaccia parla dopo la partita con il Pontedera, quella che ieri ha visto i biancorossi trionfare 3 a 0. L’imprenditore romano, fermato e scarcerato nel giro di 48 ore insieme al fratello Mario nell’ambito di una maxi inchiesta della Procura romana per truffa e indebita compensazione con il Superbonus 110%, ieri ha scelto di essere allo stadio toscano con tutto il suo staff. «Tutta la società aveva tranquillizzato la squadra», ha detto ai microfoni di una emittente televisiva con dichiarazioni poi riportate dall’Ansa, «sappiamo come stanno le cose e quella che è la nostra onestà e integrità morale. Non dimentichiamo che sono state coinvolte decine e decine di famiglie, ma se dopo sette giorni i giudici dichiarano l'assoluta estraneità ai fatti va urlato a gran voce». Sul futuro calcistico in Abruzzo Ciaccia ha aggiunto: «Siamo a Teramo perché straconvinti di fare calcio. Oggi porto dentro un peso grandissimo, ma ho rispetto per questa piazza che ci ha accolto e dunque era doveroso oggi dare questo messaggio all'ambiente».
Dopo la non convalida dei due fermi dei fratelli Ciaccia, il giudice del tribunale di Roma non ha convalidato nessuno dei provvedimenti di sequestro di immobili, conti e del 60 per cento delle quote del Teramo calcio.
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