Cialini è morto dissanguato

17 Giugno 2016

L’autopsia: la violenta coltellata gli ha perforato il ventricolo sinistro

TERAMO. Un colpo al cuore che lo ha raggiunto al ventricolo sinistro provocandogli una devastante emorragia con una morte quasi immediata: è l’autopsia, eseguita ieri dall'anatomopatologo Giuseppe Sciarra, a raccontare gli ultimi attimi di vita di Paolo Cialini, il 47enne padre di famiglia di Giulianova ucciso martedì dal caldaista 60enne Dante Di Silvestre. All’esame autoptico ha preso parte anche il medico legale Cristian D’Ovidio, nominato dalla difesa dell’indagato rappresentata dagli avvocati Gennaro Lettieri e Giuseppe Viggiani. Di Silvestre, che martedì sera nel corso dell’interrogatorio davanti ad investigatori e inquirenti ha ammesso di aver colpito l’uomo dopo essere stato aggredito ma di non voler uccidere, oggi comparirà davanti al gip Domenico Canosa per l’udienza di convalida: potrà avvalersi della facoltà di non rispondere o dare la sua versione dei fatti rispondendo alle domande del giudice. Di Silvestre, sposato e padre di due figli, è il titolare di una ditta di assistenza caldaie a Selva Piana di Mosciano dove abita. Da tutti descritto come un gran lavoratore e persona pacata, senza mai uno screzio con nessuno. «In tanti anni che lo conosco», ha raccontato un vicino di casa subito dopo il fatto, «non mai litigato con nessuno». La vittima Paolo Cialini, sposato e padre di una bambina di 6 anni, era di Giulianova e abitava con la famiglia in via Galvani, a pochi metri dal posto in cui si è consumata la tragedia. Era il titolare di una società di consulenza informatica nella zona artigianale di Ripoli, a Mosciano. Gran lavoratore, disponibile con tutti e sempre pronto a dare una mano: così lo descrivono i parenti e gli amici.(d.p.)