Ciancaione: «La Casa rosa non va tolta ai disabili»
ROSETO. «La Casa Rosa deve essere messa a posto e tornare al “dopo di noi” per i disabili gravi, per il 118 ci sono altre soluzioni possibili». Insiste la consigliera d’opposizione di Articolo 1...
ROSETO. «La Casa Rosa deve essere messa a posto e tornare al “dopo di noi” per i disabili gravi, per il 118 ci sono altre soluzioni possibili». Insiste la consigliera d’opposizione di Articolo 1 Rosaria Ciancaione nonostane la bocciatura della sua mozione nell’ultimo consiglio comunale. «La vicenda», dice Ciancaione, «si è discussa in consiglio comunale con la mozione sui problemi legati alla disabilità ed in particolare sulla struttura del “dopo di noi”, che deve ospitare una comunità-alloggio per la residenzialità assistita a favore dei disabili gravi, che inopinatamente l’amministrazione Di Girolamo vuole sottrarre ai disabili gravi per assegnarla per 10 anni al servizio del 118». Dopo il no alla sua mozione, Ciancaione definisce «incomprensibile l’atteggiamento della maggioranza che continua a sostenere illegittimamente l’assegnazione della struttura al 118 pur avendo acquisito piena consapevolezza del vincolo di destinazione della struttura per 20 anni. Infatti, il finanziamento di 274mila euro assegnato dal ministero delle politiche sociali per la realizzazione di Casa Rosa, in caso di finalità diversa, per espressa previsione di legge e di convenzione firmata dal Comune, sarebbe da restituire allo stesso ministero e il terreno utilizzato, qualora avesse comportato una diversa destinazione rispetto a quella di Prg, dovrebbe tornare a quella originaria». La consigliera di opposizione sostiene che per il 118 ci sono altre soluzioni: «Potrebbe coesistere nella stessa struttura dov'è la Croce Rossa, oppure dislocarla nella struttura della Asl in piazza Marco Polo, o metterla nella casa cantoniera a sud».
Il Pd rosetano risponde all’esponente dell’opposizione spiegando le motivazioni che hanno portato all'assegnazione di Casa Rosa al 118. «L’amministrazione comunale», dice il Pd, «ha messo a disposizione per il 118 alcuni locali all'interno della struttura denominata Casa Rosa, che rappresentano solo una piccola parte dell'intero edificio. Troviamo incomprensibile l’opposizione di Rosaria Ciancaione a questo progetto, mettendo a rischio un presidio strategico per la nostra città. Gli attuali amministratori coltivano da tempo un progetto sociale di inclusione delle persone svantaggiate, che costruisca una continuità tra un “prima di noi”, di supporto ai loro familiari, e un “dopo di noi” che si faccia interamente carico del loro futuro». (l.v.)
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