Ciancaione: «La vittoria è anche nostra»

23 Giugno 2016

L’ex candidata sindaco di #amoroseto nega accordi sottobanco con Di Girolamo: «La prossima fase è un discorso aperto»

ROSETO. Messa alle spalle la faticosa campagna elettorale, Rosaria Ciancaione è tornata a occupare il suo posto di dirigente alla Regione dopo appena un giorno di permesso per recuperare le forze. «Non mi sono stancata più di tanto», dice l’ex candidata sindaco della coalizione civica #amoroseto, «chi mi conosce sa che sono abituata a lavorare moltissimo; e poi quando si fa una cosa che piace non si pensa certo alla fatica. E io amo la politica. Per quanto riguarda il rientro al lavoro non credo avessi altra scelta: non campo certo di aria».

La voce è più distesa: chiaro segnale che il risultato delle urne è stato in qualche modo metabolizzato. «Qualcuno ha parlato di una sconfitta della nostra coalizione», continua Ciancaione,«io invece sostengo che il risultato dipende da quale lato si osserva. Innanzitutto ci siamo presentati senza un simbolo, il che non rappresenta certo un vantaggio in termini elettorali. Inoltre nelle nostre liste ci sono tanti giovani, la maggior parte dei quali alla prima esperienza politica, e anche questo non ci ha certo agevolato. Se a questi aspetti si aggiungono i 4.445 rosetani che hanno espresso la propria preferenza per le sei liste della coalizione #amoroseto, non credo che si possa parlare di sconfitta, anzi. E poi sono convinta che se avessimo avuto altri due mesi di campagna elettorale ce l’avremmo fatta».

Non arretra di una virgola la grinta dell’ex candidato sindaco Ciancaione, la quale siederà in consiglio ma non sui banchi dell’opposizione. «Anche questo è un concetto che non condivido», aggiunge Ciancaione, «all’interno di un consiglio non dovrebbe esserci una parte che si oppone a prescindere, solo perché i propri esponenti indossano una casacca di colore diverso dalla coalizione di governo. Ci può essere una voce dissonante anche all’interno di una maggioranza quando questa non rispetta quanto stabilito nel programma presentato agli elettori. Si tratta per me di un atteggiamento naturale che è sempre valso nelle mie scelte di vita e lo sarà ancora di più nella politica intesa come gestione della cosa pubblica». Rispedite al mittente anche le accuse di accordi sottobanco con il Pd per sostenere al ballottaggio Sabatino Di Girolamo. «Abbiamo fatto quello che andava fatto» taglia corto Ciancaione, «la visione politica espressa da Di Girolamo è quella che più si avvicina al nostro concetto di governo, che è esattamente all’opposto di quella del sindaco uscente Enio Pavone, quindi al ballottaggio non avremmo potuto fare nulla di diverso. E il risultato del nostro apporto è stato determinante, visto che Di Girolamo ha ottenuto circa 2.500 voti in più rispetto al primo turno. A questo punto non possiamo che essere orgogliosi che sia una forza di centrosinistra a governare Roseto. L’unico accordo prima del ballottaggio è stato solo sul programma, quindi non abbiamo affrontato i dettagli del post voto ma ci siamo lasciati da gentiluomini e gentildonne. Nulla di stabilito, dunque, pertanto la prossima fase resta un discorso aperto».

Federico Centola

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