Ciancaione lascia il lavoro per restare in politica

12 Novembre 2016

Roseto, scelta imposta dal Tar alla dirigente della Regione, ex candidata sindaco Rimarrà consigliere comunale, l’obiettivo è ricandidarsi per guidare la città

ROSETO. Rosaria Ciancaione sceglie il ruolo di consigliere comunale a Roseto e lascia il lavoro da dirigente alla Regione. La decisione giunge all’indomani del pronunciamento del Tar Abruzzo che ha respinto l’istanza cautelare avanzata dal legale dell’ex candidata a sindaco. Nella stessa giornata in cui è venuta a conoscenza dell’ordinanza del Tar, Ciancaione ha inviato la lettera di opzione al direttore generale della Regione Abruzzo, al direttore del dipartimento risorse e organizzazione e all’Anac.

«Ho iniziato il mio percorso politico con grande convinzione», spiega Ciancaione, «per mettere a disposizione della mia città l’esperienza e le conoscenze acquisite in questi anni di lavoro nella pubblica amministrazione; ora la mia scelta non può che essere quella di continuare a svolgere il ruolo di consigliere comunale della mia città per offrire suggerimenti e anche aiuti alla collettività». Una scelta tutt’altro che facile, soprattutto perché la costringe a rinunciare alla sua unica fonte di reddito, oltre al lavoro in sé che ha sempre rappresentato per Rosaria Ciancaione una delle priorità nella propria vita, come sa chi la conosce bene. «Si tratta sicuramente di una strada in salita», dice Ciancaione, «ma non potevo certo deludere chi ha creduto in me scegliendomi come candidato sindaco di una coalizione formata da sei liste. Un onore che sento il dovere di ricambiare così come non posso e non voglio tradire le speranze degli oltre quattromila rosetani, cioè un terzo dei votanti, che hanno visto in me la possibilità di un cambiamento concreto, sfumato solo per un soffio».

Ma non per sempre, perché Rosaria Ciancaione non è certo una persona che lascia le cose a metà. «Io amo la mia città», continua, «e il mio progetto aveva come obiettivo migliorare le cose soprattutto per le fasce più deboli della nostra comunità. E su questo continuiamo a lavorare insieme ai gruppi che mi sono vicini, sempre per il bene comune».

Certo, tutto sarebbe più facile se alle spalle ci fosse un partito forte come il Pd, in cui Ciancaione militava fino al momento della sua auto-sospensione proprio per poter prendere parte alle elezioni. Possibile un rientro? «Io non escludo nulla», replica, «anche perché nel mio attuale gruppo ci sono pezzi che provengono dal Pd. Va però escluso il pensiero unico a vantaggio della diversità che deve invece essere valorizzata. È necessario che a Roseto si ricostituisca un centrosinistra compatto dove siano presenti tutte le forze che si riconoscono nei medesimi ideali».

E una candidatura bis a sindaco di Roseto? «Quando sarà il momento si vedrà», conclude, «certo, se ci sarà un gruppo o una coalizione che crede in me e vorrà concedermi ancora l’onore di questa opportunità io non mi tiro indietro».

Federico Centola

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