Cianciotta possibile candidato sia per Gatti che per Mariani

Il giornalista e docente teramano interessa i due esponenti degli opposti schieramenti politici L’interessato però frena: «Per come è messa Teramo adesso, fare il sindaco sarebbe molto arduo»
TERAMO. Nel toto-candidato che anima i corridoi della politica, a cominciare dal misterioso candidato sindaco per Paolo Gatti, spunta un nome che interesserebbe non solo la compagine gattiana, ma anche il centrosinistra: quello di Stefano Cianciotta. Un nome che si rincorre in diverse cene, nelle quali il giornalista e docente teramano era tra i commensali, sia con il capogruppo regionale del Pd Sandro Mariani, che con il consigliere regionale Gatti. Stefano Cianciotta ha 41 anni, è un giornalista economico, consulente aziendale e docente universitario a contratto alla facoltà teramana di scienze della comunicazione, dove è titolare del corso in Comunicazione e gestione mediatica della crisi aziendale, tema su cui ha pubblicato nel 2014 il testo “Comunicare e gestire la crisi”. Cianciotta è anche opinionista e volto familiare delle reti Rai. Il suo nome, prima circolato come probabile interlocutore di Mariani, è ultimamente accreditato in quota Paolo Gatti. Stando alle indiscrezioni che circolano, lo stesso Mariani durante una cena con Cianciotta, avrebbe avuto il sentore che il docente fosse in qualche modo già vincolato a un impegno con Gatti. Quest’ultimo, fedele alla blindatura che ha posto sul nome del candidato che intende proporre , ha confermato di aver avuto una cena con Cianciotta ed altri amici, precisando tuttavia che la natura del convivio è stata solo amicale senza alcuna sfumatura politica. A confermare la genuinità di un’antica amicizia sia con Gatti che con Mariani è lo stesso Cianciotta il quale, chiamato a rispondere su una sua eventuale candidatura ha detto: «Ovviamente l’apprezzamento dei miei amici mi fa piacere, ma per il momento ho altre ambizioni. Fare il sindaco a Teramo, per come è messa Teramo in questo momento e per la decadenza che osservo è un compito arduo. Lo sarebbe per chiunque. Non è un uomo solo che può risollevare le sorti della città. Certamente mi piacerebbe che si alzasse l'asticella, e in tal caso, in una visione strategica che guardi non solo in casa Teramo ma a Teramo nel contesto Abruzzo, mi piacerebbe dare il mio contributo, ma non ho mai pensato a una candidatura». Cianciotta insomma smentisce di avere ambizioni elettorali, ma il suo nome sembra funzionale a una certa strategia: essendo vicino a Mauro Di Dalmazio potrebbe essere l’ideale anello di congiunzione in un progetto politico di natura civica che legherebbe Di Dalmazio a Gatti. Sempre che per Gatti, come anche per Paolo Tancredi, non possa esserci un piano B: quello di candidarsi direttamente a sindaco in caso di restringimento degli scenari politici. La nuova riforma costituzionale infatti prevede 21 sindaci-senatori, dunque la possibilità non è poi tanto remota.
Marianna De Troia
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