Cianciotta presidente di Abruzzo Sviluppo

Il giornalista e docente teramano scelto da Marsilio per rilanciare l’industria. Nel cda c’è Astolfi
TERAMO. Parla teramano la nuova governance di Abruzzo Sviluppo, la società in house della Regione che si occupa di politica industriale. Ieri, al termine dell’assemblea dei soci che si è svolta a Pescara e nella quale è stato approvato il bilancio 2019, il presidente della Regione Marco Marsilio ha nominato il nuovo cda. Il presidente è Stefano Cianciotta, 47enne giornalista economico di Teramo, docente di comunicazione delle crisi aziendali nell’ateneo teramano, consulente del ministero della Difesa e presidente dell’Osservatorio nazionale sulle infrastrutture di Confassociazioni. I nuovi consiglieri sono Gabriele Astolfi, laureato in Economia e commercio, già sindaco di Atri, e Nicoletta Salvatore, dottore commercialista di Torre de’ Passeri. Marsilio ha ringraziato per il lavoro svolto in questi anni il presidente uscente, Manuel De Monte, il vicepresidente Alessandra Rossi e il consigliere Andrea Di Meo.
Tra i primi impegni in programma per Cianciotta e il nuovo cda ci sarà la conclusione dei passaggi procedurali per arrivare quanto prima alla definitiva fusione per incorporazione tra la Fira Spa e Abruzzo Sviluppo, il cui capitale sociale è detenuto al 100% dalla Regione Abruzzo. «La giunta regionale nei mesi scorsi ha provveduto al ripiano delle perdite e alla ricapitalizzazione di Abruzzo Sviluppo», ha dichiarato il presidente Marsilio, «il nuovo cda, a cui formulo gli auguri di buon lavoro, sarà chiamato a individuare strategie di sviluppo industriale, marketing territoriale e promozione dell’export per rilanciare l’economia nell’intero territorio regionale».
Cianciotta, che finora non aveva mai avuto incarichi dalla Regione, conferma al Centro gli obiettivi dichiarati da Marsilio: «Abruzzo Sviluppo non è affatto un carrozzone, è una struttura molto operativa, ma negli ultimi dieci anni non ha più lavorato sullo sviluppo industriale e ha preferito puntare sul microcredito per sostenere circa 4mila piccole e medie imprese. Questa missione è importante e va mantenuta, ma bisogna rilanciare la missione originaria».(red.te)
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