Cibo e ambiente, le idee dei giovani per fare impresa

“Start up day” con un concorso: 6 mesi in un incubatore per avviare l’azienda Corsi: «E’ compito dell’ateneo aiutare a trasformare le passioni in business»
TERAMO. Sono giovani, preparati e soprattutto con spirito d’iniziativa. Sono quelli che oggi si chiamano “startupper” – alcuni sono ancora aspiranti tali – e che ieri si chiamavano imprenditori esordienti.
L’università di Teramo ha dedicato uno “Start up day” ai giovani che hanno un’idea imprenditoriale da mettere in pratica. L’iniziativa è del delegato di ateneo per l’orientamento e il placement Christian Corsi che ha pubblicato un bando aperto a coloro – studenti e non – che hanno voglia di fare impresa con idee innovative. Abbinata alla giornata di studi, che si è svolta martedì scorso, c’era anche una sorta di concorso: la migliore proposta, a giudizio di una commissione, ora potrà usufruire sei mesi dei servizi offerti dall'incubatore Tseed-Sviluppo del territorio di Mosciano. E il sogno potrà tramutarsi in realtà.
A vincere la selezione è stato “Parallelo 24” dei teramani Michele Di Pietro, Andrea Marcattili e Luca Valentino: con un paio di click sul computer si può inviare la propria foto, scegliere un oggetto a piacimento e ottenere magliette personalizzate. Fra la decina di progetti presentati, ha meritato una menzione della giuria anche “Eat(IT)”, progetto che mira alla promozione e tutela dei prodotti alimentari italiani con un applicativo web e una mobile app che garantiscono al consumatore l’acquisto di cibi di qualità con l’utilizzo anche di un georeferenziatore, per trovare i prodotti tipici in ogni luogo. Il team composto da Silvia Scarpone, Umberto Rosini e Marco Di Domenico potrà comunque usufruire del supporto degli esperti per l’avvio della start up.
L’utilizzo della tecnologia contraddistingue molti progetti. Fra questi, “Stadio 4.0”: una app che consente di usufruire di una serie di servizi all’interno dello stadio, ma anche di partecipare a scommesse sportive o giochi a pronostici. O anche “Il giardino dei talenti” che attraverso un portale si propone di offrire servizi e prodotti per l’internazionalizzazione alle piccole e medie imprese abruzzesi.Alcune idee, inoltre, rispecchiano una particolare attenzione all’ambiente e al territorio. E’ il caso de “L’altro mondo” del teramano Matteo Ginaldi, il cui progetto prevede la costituzione di un’azienda o cooperativa agricola biologica a Cortino, per la lavorazione di terre abbandonate, la creazione di laboratori sugli antichi mestieri, di un ostello e tante altre attività. Ma anche di “Farm4trade” che utilizza una app per sviluppare servizi utili agli allevatori nella gestione e commercializzazione on line degli animali anche a livello internazionale. O “Italia Energie” che si occupa di efficientamento energetico. Invece “Abruzzo cultura” si prefigge di aggregare imprese che operano nel settore per una gestione strategica di risorse ad esempio nel turismo culturale. Insomma, tante idee, tanto entusiasmo nello “Start up day” che ha visto una serie di interventi utili per i ragazzi: fra questi, oltre a quello del professor Corsi sugli spin off (cioè le start up nell’università), quelli di Lisanna Marcozzi (The Lab specializzato nella progettazione d’impresa) e di Massimiliano Spaziani Brunella (Investment analysis e data manager di Telecom Italia Ventures).
«In Italia», spiega Corsi, «ogni giorni nascono 300 start up di giovani con meno di 35 anni, e l’Abruzzo segue il trend. Per la prima volta in Abruzzo un ateneo ha organizzato uno “Start up day”. L’università quando parla con studenti, laureati, dottorandi e assegnisti deve trasferire loro tutte le conoscenze sui nuovi modelli di business delle start up. Abbiamo pensato di creare anche un contest in cui offrire sei mesi in un incubatore per rafforzare l’idea imprenditoriale e accompagnare l’ingresso sul mercato, seguendo l’approccio su comunicazione, marketing e strategie aziendali. I nostri giovani hanno idee brillanti, ma bisogna aiutarli a trasformare le passioni in business. Il compito dell’ateneo è appunto indicare ai ragazzi la strada giusta da percorrere». Lo “Start up day” non rimarrà un caso isolato. «Fa parte di un progetto strategico di più ampio respiro», annuncia Corsi, «per cui l’ateneo teramano si proporrà come punto di riferimento dei giovani startupper».
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