Cichella: Sant salva perché è rimasta unita

Eccellenza, il tecnico racconta l’impresa nei playout. «Il futuro? Resto se c’è un progetto ambizioso»
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. La Santegidiese è riuscita a ottenere una salvezza miracolosa frutto in primis del lavoro del tecnico Adolfo Cichella, arrivato a fine dicembre dopo che già si erano succeduti tre allenatori. Al suo arrivo squadra e ambiente avevano il morale sotto i tacchi. «Innanzitutto», dice Cichella, «sono venuto a Sant'Egidio senza pensarci due volte. Quando fui contattato dissi subito di sì perché i giallorossi hanno una storia calcistica superiore all'attuale categoria, che abbiamo conservato con tanti sacrifici e merito. All'inizio c'era scoramento e in tanti pensavano che non ce l'avremmo fatta ma piano piano ci siamo compattati e l'unione generale ha fatto la differenza». Il tecnico attribuisce i meriti della salvezza «ai ragazzi in particolare, che mi hanno sopportato e seguito con la massima professionalità; alla società, che ha tanta passione, e ai nostri sostenitori che ci hanno sempre incitato in massa. Una tifoseria del genere è difficile trovarla, anche in serie D. Loro sono il vero valore aggiunto. Inoltre, è doveroso fare un grosso plauso da parte mia a tutto lo staff a partire da Marco Vanni (preparatore dei portieri)».
Cichella aggiunge: «Non mi sono mai perso d'animo nemmeno quando perdemmo in casa con la Torrese al 95'. Idem dopo il ko di Spoltore dove vincevamo per 2-0 perdendo alla fine 3-2 e sciupando un'infinità di palle gol. Quel giorno capii che la squadra con il gioco corale e i giusti equilibri avrebbe centrato l'obiettivo. Ce la siamo giocata con tutti, anche con L'Aquila. A Giulianova vincevamo 2-0, poi finì 2-2. Infine, nei due playout di Alba Adriatica e Castelnuovo siamo stati concentrati e ben messi in campo e alla fine siamo stati premiati. Il pari non ci serviva, per questo ho inserito tutti gli attaccanti per vincere l'incontro, optando per la difesa a tre: e alla fine siamo stati premiati». Sul suo futuro, Cichella dice: «La priorità è restare con la Santegidiese. Certamente con un progetto ambizioso, perché dopo le sofferenze patite non ce la farei a ripartire. Mi siederò al tavolo con la dirigenza e se ci sono i presupposti il matrimonio continuerà. Da parte mia c'è la massima volontà».
Domenico Laurenzi
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