Ciclista morto, in tre a processo

Dipendenti della Provincia sotto accusa per l’omessa manutenzione della strada
TERAMO. In tre, dipendenti ed ex della Provincia, vanno a processo per la morte del 57enne ascolano Marino Urriani che nel novembre del 2016 si schiantò contro un camion fermo sulla provinciale 1B, ad Ancarano. Così ha disposto il gup Domenico Canosa che ieri ha rinviato a giudizio, nei loro rispettivi ruoli, il dirigente del settore addetto Leo Di Liberatore, i dipendenti Dario Melozzi e Lucio De Santis (attualmente in pensione). I tre, nei loro rispettivi ruoli, devono rispondere di omicidio colposo in concorso e dell’omessa manutenzione di quel tratto di strada (il collegio difensivo è composto dagli avvocati Pietro Referza, Eugenia Marconi e Vincenzo Di Nanna). Secondo la Procura, così è ricostruito nell’avviso di conclusione del pm Luca Sciarretta, su quella strada tre anni prima c’era stata una frana che aveva provocato un restringimento della carreggiata che non consentiva il passaggio contemporaneo di due mezzi. Per questo quel giorno il camionista si era fermato per consentire il passaggio di un altro mezzo che procedeva in direzione opposta. E il ciclista, dopo aver percorso un tratto in discesa, finì proprio contro il mezzo fermo. La mattina dell’11 novembre di due anni fa il 57enne operaio di Castorano, piccolo centro dell’Ascolano, morì sul colpo: nemmeno il caschetto che indossava per andare in bicicletta riuscì a proteggerlo. La prima udienza del processo è fissata per il 5 febbraio.(d.p.)
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