Cimitero, ok all’impianto di cremazione

TERAMO. C’è il via libera alla realizzazione del forno crematorio nel cimitero di Cartecchio. La Team, società che gestisce i servizi cimiteriali per conto del Comune, l’ha ottenuto nel corso della...
TERAMO. C’è il via libera alla realizzazione del forno crematorio nel cimitero di Cartecchio. La Team, società che gestisce i servizi cimiteriali per conto del Comune, l’ha ottenuto nel corso della conferenza dei servizi riunita ieri per la valutazione preventiva dell’intervento. I pareri di tutti gli enti interessati sono risultati favorevoli, per cui questa fase della procedura è stata chiusa. Nelle prossime settimane la società partecipata, di cui il Comune è azionista di riferimento oltre che cliente, farà partire il bando per l’appalto dei lavori.
Il forno crematorio a Cartecchio sarà il primo costruito in Abruzzo, constatazione che la Team sottolinea con orgoglio. «L’intero impianto nella sua specificità», fa sapere la società presieduta da Luca Ranalli, «si configura come servizio di eccellenza e inoltre risponde alle condizioni di interesse e di convenienza per l’amministrazione per il potenziamento dei servizi pubblici». La Team realizzerà l’intervento utilizzando un’area di poco superiore ai 13mila metri quadri di superficie che ha in concessione e collocata a sud, tra il cimitero di Cartecchio e la Teramo-mare in prossimità dello svincolo per via Po. «L’obiettivo ai fini progettuali è stato quello di assumere i caratteri del paesaggio naturale come matrice compositiva, plasmandosi secondo la linea del continuo dialogo con il territorio», fa sapere la società pubblico-privata, «altro obiettivo è quello di restituire un’area accessibile, fruibile, flessibile, omogenea e ordinata». La Team sottolinea anche che «il verde, i viali, la scala e infine le rampe contribuiscono a chiarire il principio insediativo del primo lotto funzionale: infatti, la disposizione lineare degli stessi divengono elementi organizzatori dei diversi livelli d’uso e funzionali dello spazio aperto tentando, inoltre, di sovvertire l’ordine tramite una leggera rotazione e quindi di generare un’instabilità sia figurativa che percettiva». La costruzione del forno crematorio in passato aveva alimentato attriti tra il Comune e la società partecipata. L'amministrazione, infatti, aveva inserito l’opera nella gara per il riaffidamento dei servizi e l’individuazione del nuovo socio privato, nonostante la procedura per realizzarla fosse stata avviata. (g.d.m.)
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