Cimitero, riaperto il primo padiglione inagibile per il sisma

Conclusa la messa in sicurezza: i visitatori possono entrare Cavallari: entro aprile accessibili le altre strutture lesionate
TERAMO. Cadono le barriere che impedivano l’accesso alle strutture più antiche del cimitero monumentale. Sono passati più di cinque anni dalla violenta sequenza sismica che ha creato notevoli danni anche a Cartecchio e per tutto questo lungo periodo i padiglioni lesionati sono rimasti inaccessibili ai visitatori. Il blocco che, per motivi di sicurezza impediva le visite ai defunti tumulati in quelle zone, è stato rimosso ieri con la riapertura al pubblico del primo lotto transennato nel 2017. Il Comune ha infatti concluso l’intervento avviato due anni e realizzato grazie ai fondi messi a disposizione dalla Protezione civile.
LA RIAPERTURA
A tagliare metaforicamente il nastro che restituisce alla fruibilità da parte della cittadinanza il primo padiglione dei cinque transennati e inaccessibili sono il sindaco Gianguido D’Alberto e il suo vice, nonché assessore ai lavori pubblici, Giovanni Cavallari. Entrambi ricordano l’impegno preso dall’amministrazione a inizio novembre, in coincidenza con la giornata d commemorazione dei defunti. «Avevamo assicurato che sarebbe stato l’ultimo anno di visite protette ai padiglioni e abbiamo mantenuto la promessa», evidenziano, «questa è sempre stata una priorità e fin dal nostro insediamento abbiamo lavorato per superare quel vulnus che aveva lasciato i cimiteri fuori dai fondi della ricostruzione».
IL RECUPERO DEI FONDI
D’Alberto e Cavallari evidenziano la «brillante intuizione» di rivolgersi alla Protezione civile e in particolare al suo capo di quel periodo, Angelo Borrelli, grazie anche al supporto del commissario post-sisma Giovanni Legnini, per trovare uno sbocco allo stallo in cui erano finiti gli interventi di ripristino dei padiglioni lesionati. Sono arrivati così 750mila euro, a cui l’amministrazione ne ha aggiunti 100mila di fondi propri, che hanno permesso di affidare alla Team la gestione dell’appalto dei lavori. Su questo passaggio il vice sindaco pone in rilievo un particolare che ritiene decisivo. «Abbiamo impostato l’intervento con una doppia finalità: la messa in sicurezza e la contestuale riapertura delle strutture», fa sapere Cavallari, «e questo ci ha permesso di accelerare i tempi». Il percorso adottato in città, dunque, punta a diventare un modello per rimettere in sesto i cimiteri anche negli altri comuni del cratere sismico del Centro Italia.
LE PROSSIME TAPPE
Quella rimossa ieri è solo la prima delle barriere che limitano le visite ai defunti tumulati nelle strutture lesionate. Le altre, stando all’amministrazione, cadranno a breve. «Entro marzo, al massimo aprile», assicura Cavallari, «restituiremo alla città anche gli ulteriori lotti, tornando ad avere un cimitero senza alcun limite di accesso». Il vice sindaco coglie l’occasione anche per uno spunto polemico riferito all’opposizione. «Credo che questo sia anche il miglior modo di rispondere a chi, strumentalmente, ci accusa di immobilismo», puntualizza, «anche perché al nostro insediamento abbiamo solo trovato la perimetrazione delle zone inagibili e la messa in sicurezza era limitata unicamente all’interdizione degli spazi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

