Cipolletti: l’Hospice non va trasferito, Casalena è inadatta

25 Agosto 2020

TERAMO. «Atto d’insensibilità nei confronti dei malati e dei cittadini». Vincenzo Cipolletti, consigliere comunale di “Insieme possiamo” e presidente della commissione sanità, definisce così l’imminen...

TERAMO. «Atto d’insensibilità nei confronti dei malati e dei cittadini». Vincenzo Cipolletti, consigliere comunale di “Insieme possiamo” e presidente della commissione sanità, definisce così l’imminente trasferimento dell’Hospice in contrada Casalena. Contro lo spostamento, disposto dalla Asl, della struttura che accoglie i pazienti oncologici terminali ed è in funzione nell’ex sanatorio attiguo all’ospedale Mazzini, il rappresentante della maggioranza invoca la mobilitazione istituzionale a tutti i livelli, rivolgendo l’appello anche al vescovo Lorenzo Leuzzi.
«Si tratta di una scelta inconcepibile», afferma, «nell’attuale collocazione l’Hospice è dotato di tutti comfort grazie anche a uno stanziamento di 500mila euro da parte della Fondazione Tercas». La struttura, fa notare il consigliere, «riproduce un ambiente domestico di grande conforto per i malati, un vero gioiello che non si potrebbe ricreare nella nuova sistemazione». Casalena, inoltre, ha un posizionamento periferico che allontanerebbe i pazienti dall’ospedale. Per loro sarebbe, insomma, una sorta di confinamento che aggiungerebbe disagi a situazioni già drammatiche. «Benché siano malati terminali hanno bisogno di consulenze ed esami», rileva Cipolletti, «che risulterebbero molto più complicati». Molto più disagevoli sarebbero anche i servizi per i familiari che li assistono.
Il trasferimento è motivato dall’esigenza di creare spazio nell’ex sanatorio per i contagiati dal coronavirus, ma secondo il consigliere quest’argomentazione non regge. «C’è l’ospedale Covid ad Atri», osserva, «e comunque un piano della struttura vicina al Mazzini potrebbe restare all’Hospice». (g.d.m.)
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