Circoli Pd, voto negato a 60 tesserati di Montorio

3 Aprile 2017

Sono quelli da tempo in contrasto con il direttivo locale che non li riconosce. Minosse: «Sarà commissariato»

TERAMO. Netta vittoria per la mozione "Avanti insieme con Matteo Renzi" nelle convenzioni tenutesi sabato e ieri nei circoli del Pd della provincia. Si trattava della prima fase pre-congressuale, che prevede la scelta dei 120 delegati che prenderanno parte alla convenzione provinciale del Pd. I risultati saranno definitivi oggi, visto che alcuni circoli hanno votato ieri sera e visto che il conteggio viene fatto con il metodo del quoziente naturale a livello provinciale, per cui si dovrà procedere al ricalcolo dei resti. Alle 20 di ieri il conteggio provvisorio e ufficioso vedeva 995 voti per Renzi (65,37%), 425 per Orlando (27,92%) e 103 per Emiliano (6,77%). L’affluenza degli aventi diritto si aggirava sul 50%.

Nei circoli di Teramo città al momento la mozione Renzi ottiene 7 delegati e quella Orlando 4. A Giulianova 9 delegati per Renzi, 3 per Orlando e 2 per Emiliano. Ad Atri 4 per Renzi e uno per Orlando. Voto combattutissimo ad Alba Adriatica con 5 delegati per Orlando e 4 per Renzi, voto bulgaro invece a Torano Nuovo con il 100% dei voti per la mozione Renzi. A Montorio al Vomano la sorpresa: ha prevalso Michele Emiliano.

Quello di Montorio, però, è un caso molto particolare. A votare è stata infatti una minoranza dei tesserati, quelli che si riconoscono nel direttivo del circolo guidato da Vincenzo Macedone. Altri 60 tesserati, cioè coloro che la tessera l’avevano fatta nella federazione provinciale, secondo quanto riferisce il segretario provinciale Gabriele Minosse si sono visti impedire il voto dal segretario del circolo. È stato il brutto epilogo, peraltro non sorprendente, di una spaccatura che a Montorio esiste da tempo tra il Pd “ufficiale” e un gruppo di persone che si ritiene del Partito Democratico – tra queste alcuni esponenti dell’attuale amministrazione, in primis il vice sindaco Andrea Guizzetti – ma non riconosce i dirigenti locali del partito. La spaccatura risale a qualche anno fa, quando era sindaco Alessandro Di Giambattista e due consiglieri, tra cui Guizzetti e l’attuale assessore Anna Foglia, uscirono dalla maggioranza. Macedone, giorni fa, aveva denunciato pubblicamente l’esistenza di 60 tessere che lui non aveva avallato e rivelato che alcune appartenevano ad attuali amministratori, sottolineando che alle ultime elezioni questi si erano presentati contro il Pd. «Si trattava di persone che hanno fatto le tessere al provinciale», spiega Minosse, «perché si può fare e noi non potevamo rifiutarle. Infatti le abbiamo certificate. Macedone ha fatto ricorso alla commissione di garanzia regionale, che ha ammesso questi tesserati al voto. Avevamo suggerito al circolo montoriese di fare due urne distinte, a quanto pare non ci hanno ascoltato e, da quanto mi è stato riferito, hanno negato il voto ai 60. Se è andata così, sono fatti molto gravi e credo che il commissariamento del circolo di Montorio scatterà immediatamente».

Oggi alle 18, nei locali della federazione provinciale di Teramo, si riunisce la commissione appositamente costituita per il congresso al fine di tirare le somme in merito a tutti i comuni dove si sono svolte le convenzioni per la nomina dei delegati.(d.v.-al.al.)

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