Cirsu, 30 lavoratori senza reddito

19 Maggio 2019

Scade la Naspi agli operai che lavoravano nell’impianto. Appello dei sindacati

GIULIANOVA. Agli ex lavoratori del Consorzio Stabile Ambiente impiegati negli impianti Cirsu sta scadendo la Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione. Sono 30 persone che stanno rimanendo senza alcun sostegno. A segnalare il problema sono Fp Cgil e Femca Cisl. I due sindacati ripercorrono al storia degli impianti di Grasciano fino alla gara che ne ha affidato la gestione alla Deco e i successivi ricorsi che ora sono arrivati in Cassazione.
«Da quel momento l’attività è cessata, i 30 lavoratori sono stati di conseguenza licenziati e, quello che sembrava un percorso che in tempi brevi avrebbe consentito la riapertura e il rilancio della struttura produttiva, con la conseguente riassunzione dei lavoratori, si è rivelato in realtà come l’inizio di un “calvario” che, ad oggi, non consente a nessuno di vedere la luce in fondo al tunnel», scrivono Serafino Masci (Femca Cisl) e Amedeo Marcattili (Fp Cgil, «i lavoratori in particolare vedono scemare ed in alcuni casi concludersi in questi giorni la Naspi senza possibilità di beneficiare di ulteriori forme di sostegno al reddito. In tutti questi anni le istituzioni hanno dato la sensazione di essere impotenti di fronte a una vicenda che le vede coinvolte in prima persona, sia come proprietarie dell’impianto (Comuni del Cirsu), sia come territorio che non è riuscito a preservare un patrimonio fondamentale per la collettività».
I sindacati, insieme ai lavoratori, stanno cercando da tempo di avviare un tavolo di confronto territoriale sulla vicenda «senza però aver riscontrato finora la necessaria attenzione da parte di tutti gli interlocutori coinvolti».
E quindi annunciano «iniziative necessarie per dare il giusto risalto a una vicenda che va oltre il pur fondamentale aspetto occupazionale, rappresentando una pagina opaca che rischia di compromettere un patrimonio che l’intero territorio non può permettersi di disperdere».