Cirsu chiuso, rifiuti ad Ancarano ma bisognerà pagare di più

30 Gennaio 2016

Ordinanza del sindaco che autorizza l’Ecotedi a portare la frazione organica alla Ecoconsul Mastromauro: «Ci costa 2300 euro in più alla settimana, speriamo che Grasciano riapra subito»

GIULIANOVA. «Voglio sperare che la sospensione del conferimento della frazione organica sia solo temporanea. E, quindi, che chi deve ottemperare alle prescrizioni del dirigente del servizio rifiuti della Regione Abruzzo lo faccia con celerità». La speranza è del sindaco Francesco Mastromauro, che commenta così la stop al conferimento dei rifiuti organici agli stabilimenti Cirsu di Grasciano.

Nel frattempo, però, per far sì che il provvedimento non abbia ricadute sul territorio, proprio ieri mattina, il sindaco Mastromauro ha firmato una ordinanza che consente al gestore unico comunale giuliese, l’Ecotedi, di portare la frazione organica raccolta a Giulianova nell’impianto della Ecoconsul ad Ancarano, unico impianto presente nel raggio di 50 km da Giulianova deputato a smaltire i rifiuti organici. Per fare questo però, i costi gestionali del trasporto e del conferimento aumenteranno di 2310 euro un più a settimana. «La mia ordinanza», ha spiegato il primo cittadino giuliese, «è di un mese, sperando che, nel frattempo, saranno superate le criticità e sia riaperto l’impianto Cirsu anche per la frazione organica. Conferire ad Ancarano ci costerà 30 euro in più, oltre all’Iva, a tonnellata. Passeremo quindi da 95 euro a tonnellata che ci chiedeva il Cirsu a 125 euro più Iva di Ecoconsul». Giulianova conferisce, in media, 70 tonnellate a settimana e dunque, a conti fatti, si spenderanno 2310 euro in più a settimana, 9240 euro in un mese. Sperando, ovviamente, che le criticità riscontrate dalla relazione dell’Arta, relazione che ha portato alla chiusura del reparto di conferimento dell’organico, vengano sanate dalla Csa scarl, società che gestisce la discarica di Grasciano. Il provvedimento di sospensione, firmato mercoledì scorso da Franco Gerardini, dirigente regionale del servizio gestione dei rifiuti, intima infatti alla ditta di ottemperare e risolvere le criticità riscontrate dall’Arta nel giro di un mese. Tra le 18 situazioni fuori norma, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, ha infatti accertato la mancanza di separazione tra i diversi compartimenti di rifiuti, mancanza che sarebbe la causa dei cattivi odori che si sentono da mesi in tutte le città che occupano la vallata, da Notaresco a Mosciano Sant’Angelo.

Nella relazione dell’Arta sono stati segnalati anche perdite di percolato, emissioni non controllate e conferimento di tipologie di rifiuti non conformi. Mentre il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura aveva minacciato di chiudere egli stesso gli stabilimenti, in quanto massima autorità sanitaria della città, a Mosciano era stato il gruppo d’opposizione Mosciano unita a richiedere, durante il consiglio comunale di lunedì scorso, una commissione sanitaria speciale.

Margherita Totaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA