Cirsu, gli ex soci pronti a chiedere il concordato

24 Agosto 2016

Di Matteo convoca i sindaci lunedì a Roseto, l’obiettivo è far restare il consorzio rifiuti in mani pubbliche

GIULIANOVA. Angelo Di Matteo, ultimo presidente del Cirsu, consorzio rifiuti dichiarato fallito poco meno di un anno fa, ha una strategia per salvare il Cirsu e la sua natura pubblica, ossia fare richiesta di concordato fallimentare. Si tratta in sostanza di una causa legale di cessazione del fallimento, che consente al fallito di sanare definitivamente i propri debiti attraverso una sorta di accordo con i creditori, che può prevedere il pagamento anche parziale dei debiti, la dilazione o ristrutturazione degli stessi; consente inoltre la liberazione dei beni sottoposti allo spossessamento fallimentare e non espone alle possibili conseguenze penali connesse al fallimento. A questo scopo Di Matteo ha convocato per lunedì prossimo alle 16,30, nell’aula consiliare del Comune di Roseto, un’assemblea dei soci Cirsu per esporre il progetto.

Nel giugno scorso anche il Consorzio stabile ambiente (Csa), ditta che gestisce gli impianti di Grasciano dalla data del fallimento Cirsu, aveva presentato al tribunale di Teramo una richiesta di concordato fallimentare nella quale dichiarava di essere disposto ad accollarsi tutti i debiti del Cirsu in cambio della continuazione della gestione del polo tecnologico. A maggio, invece, a presentare la richiesta di concordato fallimentare al giudice delegato ai fallimenti Giovanni Cirillo è stata la Deco, il gruppo che opera nel settore rifiuti fondato dalla famiglia Di Zio.

Con la convocazione di tutti gli ex soci del consorzio, Giulianova, Mosciano, Notaresco, Bellante, Roseto e Morro d’Oro, e l’idea di chiedere essi stessi un concordato fallimentare, nella speranza che Cirsu rimanga in mani pubbliche, la partita si apre ulteriormente a nuovi sviluppi. Tutti i sindaci dei Comuni soci sarebbero d’accordo con la proposta di Di Matteo, tranne quello di Bellante che sarebbe ancora incerto e quello di Notaresco che invece è contrario. Il sindaco Diego Di Bonaventura, infatti, ha recentemente affermato che ormai l’esperienza Cirsu, conclusasi con un fallimento, è definitivamente naufragata e che è ora di guardare verso nuovi orizzonti.

Margherita Totaro

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