Cirsu, secondo no dei giudici alla scissione

31 Gennaio 2015

Respinto il ricorso del consorzio rifiuti: con due società i creditori non sarebbero garantiti

GIULIANOVA. Il tribunale dell'Aquila respinge il ricorso del Cirsu e conferma l'illegittimità della scissione societaria operata dal consorzio per i rifiuti: i giudici hanno nuovamente dato ragione all'Aia (Abruzzo igiene ambiente), la società che fa parte del gruppo Deco della famiglia Di Zio e che già nel 2014 aveva contestato in tribunale l'operazione effettuata dal Cirsu.

Il consorzio intercomunale rifiuti formato dai Comuni di Giulianova, Roseto. Mosciano, Notaresco, Bellante e Morro d’Oro si era scisso in Cirsu, società a carico della quale rimarrebbero i debiti accumulati negli anni (oltre 15 milioni di euro), e Nuova Era, la "good company" che avrebbe detenuto gli utili (con un patrimonio di circa 7 milioni di euro).

Il giudice Roberto Ferrari, un mese e mezzo fa, aveva rilevato come la scissione non sarebbe in grado di garantire le somme reclamate dai creditori del Cirsu, fra i quali l'Aia, che vanta un credito di circa 2,3 milioni euro non riconosciuto dallo stesso consorzio. Il tribunale aquilano aveva evidenziato come sussistesse «il pericolo di pregiudizio per i creditori, poiché la società ricorrente (il Cirsu, ndc), già in stato di insolvenza che ha determinato la proposizione di un accordo di ristrutturazione, ha disposto l'assegnazione del proprio patrimonio ad altra società senza accollo del debito nei confronti del creditore opponente (Aia, ndc)». Il giudice aveva aggiunto come «in merito alle contestazioni sul credito dell'opponente svolte in questa e in altre sedi, sussistono rilievi di presumibile infondatezza, tant'è che il programma di scissione ha inteso liberare la società assegnataria del peso del debito in contestazione, con ciò evidentemente ritenendo concreta l'ipotesi di riconoscimento giudiziale del credito».

Ora la sezione imprese del tribunale dell'Aquila ha respinto il reclamo del Cirsu, tornando a ribadire come la scissione societaria non garantirebbe i creditori del consorzio, quasi tutti imprese quali l'Aia. Ora si attende di conoscere la prossima mossa del Cirsu, che secondo fonti ben informate sarebbe tornato in salute tanto da aver approvato un bilancio del 2014 che vede raddoppiare i propri utili, passati da 7 ad oltre 14 milioni di euro.

Sandro Petrongolo

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