Cisl, dibattito sugli infortuni in provincia
Nel 2023 impennata di morti e malattie professionali. Benintendi: «Va rinforzato l’Osservatorio»
TERAMO. Se nel 2023 nel Teramano gli infortuni sul lavoro sono diminuiti, le morti e le malattie professionali sono cresciute in modo vertiginoso specie nell'edilizia e nel commercio. A fornire i dati, a commentarli e ad aprire un confronto sul tema della sicurezza è stata la Cisl in un incontro che si è svolto martedì all'università di Teramo, dove si sono ritrovati i delegati e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza del sindacato unitamente ai vertici locali e regionali, l'Inail e la Asl. E si parte sempre dai numeri per capire in che contesto ci si muove e quali azioni intraprendere per migliorarlo. Nel 2023 in provincia ci sono stati 3.241 infortuni, il 28,63% in meno rispetto al 2022. Salgono, invece, le denunce per malattie professionali: 1.442 nel 2023, 46,69% in più dell'anno precedente; e le morti bianche: 13 nel 2023, contro le 5 del 2022, cioè il 160% in più.
Per il segretario generale della Cisl Abruzzo Molise, Giovanni Notaro, «bisogna dare continuità al dialogo, attraverso il confronto con il Governo, in modo da migliorare e rafforzare le misure messe in campo nel decreto Pnrr». Il sindacato accoglie di buon grado i provvedimenti sull'aumento dei controlli nei luoghi di lavoro, la patente a credito e la formazione obbligatoria per lavoratori e datori di lavoro, ma «bisogna collegare la necessità di trasferire regole e procedure del codice degli appalti pubblici anche ai grandi cantieri privati e dare più potere ai nostri rappresentanti sulla sicurezza», sostiene Notaro. Per il responsabile provinciale della Cisl, Fabio Benintendi, «va rafforzato il protocollo d’intesa» che ha portato alla nascita dell’Osservatorio provinciale sicurezza sul lavoro coordinato dalla Prefettura, in particolare per quanto riguarda formazione e informazione per lavoratori e studenti. «Il nostro intento è favorire un dialogo tra tutti coloro che si occupano di sicurezza, lavoratrici e lavoratori. Partendo dall’analisi delle cause che determinano gli infortuni e attraverso un confronto costante tra tutti i protagonisti del mondo del lavoro, si può provare a invertire la rotta», ha detto Benintendi.(v.m.)

