Cisl: la politica sia più attenta Sono a rischio duemila posti

6 Giugno 2020

TERAMO. Il segretario della Fim Cisl di Abruzzo e Molise, Marco Boccanera, fa una riflessione sulla situazione del settore automotive in provincia di Teramo, partendo dallo spunto offerto dalla prima...

TERAMO. Il segretario della Fim Cisl di Abruzzo e Molise, Marco Boccanera, fa una riflessione sulla situazione del settore automotive in provincia di Teramo, partendo dallo spunto offerto dalla prima assemblea post-Covid con i delegati del Gruppo Fca e indotto dei territori Abruzzo-Molise assieme al segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli, al coordinatore nazionale automotive Raffaele Apetino e tutta la segreteria interregionale Fim Cisl Abruzzo Molise.
«La Fim riparte dalla fabbrica e dal lavoro, dalla crisi dell’industria automotive, da vertenze aperte, transizione tecnologica, formazione, sicurezza ma non solo- Pensando anche a come fare tesoro di questa brutta esperienza. Serve un salto di qualitativo per far crescere il territorio e il Paese», esordisce Boccanera, che sottolinea come all’assemblea ci fossero le Rsu delle più grandi aziende metalmeccaniche teramane come U-form, Glm, ex Mta Pcm e Atr. «Solo queste aziende, senza citarne altre, danno occupazione a circa mille dipendenti, e se si aggiungono altre più piccole nella nostra provincia si va oltre duemila addetti. La preoccupazione per il dopo lockdown e per il loro futuro, è stato argomento di discussione e di verifica dello stato dell'arte di quanto poco si sia capito sulle potenzialità occupazionali e strategiche dell'industria metalmeccanica e la sua filiera in questa regione», osserva Boccanera, «ci si chiede anche quanto poco si stia facendo ignorando un settore che nella nostra regione (Sevel capofila e tutto l'indotto) produce un Pil di oltre il 16% e il 60% di export. Se non si avrà più attenzione per queste aziende e le loro esigenze, se non si terrà conto della loro importanza vitale in un futuro non molto lontano quantificheremo i danni. La classe politica abruzzese faccia un atto di coraggio. Si occupi di lavoro e della sua tenuta facendo la sua parte, affrontando i problemi reali con competenza. Dove c'è una fabbrica c'è un reddito, e attorno a quel reddito si muove il resto».