Citigas salva, dopo la crisi ora si firma l’integrativo

16 Settembre 2016

Notaresco, sacrifici dal 2012 ma ora l’azienda cresce: indennità per 40mila euro De Sanctis (Filca Cisl): «Risultato frutto della collaborazione lavoratori-impresa»

NOTARESCO. Si può rinascere da una profonda crisi. Il caso virtuoso è segnalato dalla Filca Cisl che racconta la storia della Citigas di Notaresco, azienda che è passata attraverso un drastico processo di ristrutturazione e che adesso è arrivata a firmare un contratto integrativo per i suoi 50 dipendenti.

La Citigas Coop spa è un’ azienda che eroga servizi alla distribuzione del gas e realizza impianti termoidraulici. «Una realtà imprenditoriale che ha scelto di affrontare la crisi insieme a tutti i suoi lavoratori, puntando sul preservare i posti di lavoro e quindi l'integrità del fondamento sociale della cooperativa: il lavoro», esordisce il segretario della Filca Cisl Giancarlo De Sanctis che racconta come, dal 2012, sia iniziato un duro percorso in cui tutte le parti in causa si sono impegnate, insieme, per il salvataggio.

«Da un lato la capacità imprenditoriale, mixata con la vocazione sociale della cooperativa di produzione e lavoro profondamente incarnata nel dna dell'azienda, dall'altro l'alta professionalità dei lavoratori ed il loro profondo senso di appartenenza alla cooperativa, hanno di fatto permesso alla Filca Cisl di mettere in atto tutti gli strumenti a nostra disposizione per affrontare la crisi, mirando alla salvaguardia dei beni aziendali, primo fra tutti i lavoratori e i loro posti di lavoro», dice De Sanctis, «i continui sacrifici fatti da tutti per i passaggi forzati in ammortizzatori sociali di medio-lungo termine, per il taglio dei costi e la razionalizzazione delle risorse, hanno permesso alla Citigas Coop la stabilizzazione. Gli accordi di politiche attive di lavoro su formazione e flessibilità professionale, la riorganizzazione aziendale interna ed esterna e la revisione delle politiche finanziarie, hanno avviato il percorso di consolidamento». E ora è arrivato il terzo passo, la crescita con «progetti di investimento in nuovi servizi e nel potenziamento delle attività e servizi aziendali tipici». E anche la redistribuzione della ricchezza: è stato firmato un accordo aziendale con 40mila euro da distribuire fra i lavoratori.

L’accordo prevede fra l’altro un premio di risultato, indennità aggiuntive sulle trasferte, orario di lavoro, mensa e funzioni e tanto altro. «Un grande risultato ma anche un punto di partenza verso tutti gli aspetti qualificanti che caratterizzano un'azienda proiettata verso il futuro. Prendiamo questo buon esempio per interpretare il nuovo modello aziendale post crisi, quello in cui lavoratore e azienda non sono controparti ma parti fondamentali del successo aziendale e il sindacato il loro luogo di condivisione e sviluppo. Siamo convinti che altre aziende seguiranno l'esempio e che sempre di più il rapporto azienda-sindacato-lavoratori sarà il fulcro sul quale costruire il futuro di ogni attività imprenditoriale». (a.f.)

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