Città sostenibili Teramo si piazza al 27° posto in Italia

4 Novembre 2015

Il rapporto sull’ecosistema urbano di Legambiente L’anno scorso era arrivata 34ª nella graduatoria generale

TERAMO. Teramo rientra tra le prime 30 città capoluogo più vivibili nella classifica nazionale stilata per il 2015 dal Sole 24 ore e da Legambiente nel XXII rapporto sull’Ecosistema urbano. Balzo in avanti per la città teramana, seconda soltanto all’Aquila in Abruzzo, che dalla 34° posizione dello scorso anno, in questa nuova edizione dello studio, sale al 27° posto. L’indagine, che mira a tracciare una fotografia delle performance in termini di sostenibilità ambientale delle città, ha analizzato 104 capoluoghi in base ad alcuni parametri: aria, acqua, rifiuti, mobilità ed energia.

Risulta buona la percentuale di raccolta differenziata, dove Teramo supera di un punto il 60% mentre il dato medio per le città italiane è del 43,90%. C’è ancora da fare, però, a fronte del lieve calo subito rispetto a quanto rilevato nel rapporto 2014. Il capoluogo teramano si piazza all’11° posto in Italia per la produzione media annua di rifiuti urbani, con soli 428 kg per abitante. Maglia nera, invece, nell’ambito del trasporto pubblico dove è ancora la mobilità privata a farla da padrone, a discapito di altre modalità di spostamento più leggere e sostenibili. Sono infatti 67 le auto circolanti ogni 100 abitanti nel comune, un tasso di motorizzazione auto che pone il capoluogo all’81° posto nella classifica nazionale. Non è cresciuto di molto l'utilizzo del trasporto pubblico, con una media di 33 viaggi per abitante effettuati nell’arco di 12 mesi – erano 28 l’anno passato. La città è tra le ultime nella classifica nazionale per quanto riguarda le piste ciclabili e non c’è nessun segnale di miglioramento per l’estensione delle isole pedonali: come nel rapporto dello scorso anno, a Teramo i cittadini hanno a disposizione 3 centimetri quadrati a testa, troppo poco se si pensa che la media italiana è di 40 cm. Insufficiente anche la potenza di solare termico e fotovoltaico presente sugli edifici pubblici, per quanto concerne l’energia alternativa. La città teramana non arriva ad un kilowatt installato ogni mille residenti, restando praticamente prossima allo zero (0,09 Kw/1000 abitanti). Riguardo alla qualità dell’aria, rimandano ad un quadro discreto le rilevazioni dei valori medi di polveri sottili (22 µg/mc - 30ª posizione) mentre i dati riguardanti il biossido di azoto (31 µg/mc) spingono Teramo alla 55° posizione sulla classifica nazionale. Il miglioramento più evidente riguarda la media dei giorni in cui sono stati superati i valori limite di ozono, soltanto 7 rispetto ai 45 rilevati nella passata edizione dello studio. Per quanto concerne l’acqua, diminuisce la media del consumo domestico con 154,9 litri giornalieri per abitante, ma in generale la situazione delle reti idriche non è allegra: il 36% dell’acqua immessa in rete non arriva ai rubinetti. Tuttavia, rispetto allo scorso anno, si registra un notevole miglioramento (la dispersione della rete era al 46,8%).

Chiara Di Giovannantonio

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