Cittadella della carità, via all’intervento per i poveri

Mensa, dormitorio, emporio sociale e centro di ascolto nella struttura diocesana Il commissario Castelli: «È un esempio di rinascita delle aree del cratere»
TERAMO . «Un’opera-segno». Questo sarà la Cittadella della carità da allestire in un’ala dell’ex ospedaletto di via Taraschi. Il progetto, voluto dal vescovo Lorenzo Leuzzi, oltre alla Diocesi coinvolge l’Asp1, l’azienda regionale che gestisce case di riposo, proprietaria dei locali, e le istituzioni direttamente impegnate nella ricostruzione post-sisma del Centro Italia: la struttura commissariale, che ha finanziato l’intervento con 10 milioni di euro quando era guidata da Giovanni Legnini, e l’Ufficio speciale diretto da Vincenzo Rivera, che si occuperà di progettazione e appalto dell’intervento.
Il progetto da avviare
La Cittadella della carità raggrupperà nella struttura, già in parte occupata dall’Anffas con il progetto “Dopo di noi” dedicato a persone con la sindrome di Down e alle loro famiglie, servizi destinati ai più fragili. Al suo interno, infatti, saranno allestiti locali per il centro di ascolto, per la mensa, per l’emporio sociale e per un dormitorio. Nei primi tre casi si tratta di attività già gestite dalla Caritas diocesana in altre strutture. Il centro di ascolto e mensa, infatti, sono collocate nell’ex seminario in via Vittorio Veneto, mentre l’emporio è alla Gammarana. Il dormitorio, invece, sarà un servizio in più destinato a offrire un riparo notturno ai senzatetto. La fase progettuale di allestimento dell’edificio è già affidata ai tecnici della Curia che dovranno relazionarsi con l’Asp1 guidata dal commissario Roberto Canzio, con la struttura commissariale post-sisma e con l’Ufficio speciale per i passaggi che porteranno all’appalto dei lavori necessari e alla successiva entrata in funzione della struttura destinata all’accoglienza di poveri ed emarginati.
il valore dell’operazione
«Si tratta di un’opera che nelle intenzioni del vescovo, si lega all’anno berardiano in corso», spiega il direttore della Caritas diocesana don Enzo Manes che fa riferimento alle celebrazioni per il 900° anniversario della morte del patrono San Berardo, «in linea con quanto sottolineato più volte da Papa Francesco sulla necessità di prestare maggiore attenzione e aiuto agli ultimi e ai fragili sopratutto in questa particolare epoca storica». La Cittadella della carità, dunque, avrà un alto significato sociale e simbolico anche come testimonianza dell’impegno della Chiesa locale a sostegno dei bisognosi.
La rinascita post-terremoto
L’importanza del progetto è evidenziata anche dal commissario per la post-sisma Guido Castelli intervenuto ieri agli Stati generali per la disabilità e il sociale riuniti all’università con il ministro Alessandra Locatelli. «La Cittadella della carità da realizzare in città rispecchia pienamente il nostro modo di concepire il processo di ricostruzione e di rigenerazione urbana dell’Appennino centrale», sottolinea, «si tratta infatti di un intervento di riparazione che restituisce servizi e un sostegno alla comunità, grazie alla riapertura di uno spazio cittadino danneggiato dal terremoto». Castelli evidenzia inolte che «i territori feriti dal sisma hanno bisogno di una ricostruzione che si faccia carico anche del destino delle persone più fragili delle nostre comunità: vogliamo ricostruire il tessuto comunitario e rilanciare l’Appennino centrale, ma per farlo serve una visione complessiva nella quale i legami sociali costituiscono l’ideale punto di partenza e di arrivo». (g.d.m.)
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