Cittadinanza onoraria a Mussolini revocata dopo due ore di dibattito

11 Settembre 2024

Costantini sminuisce l’atto: «Mozione inutile». Di Massimantonio: «No, ha grande valore simbolico» La capogruppo di Fratelli d’Italia Orfanelli non vota, il consigliere di maggioranza Bizzarri si astiene

GIULIANOVA. Ben due ore di discussione, lunedì sera in consiglio comunale, sulla revoca della cittadinanza onoraria concessa da Giulianova a Benito Mussolini nel 1924, proposta con una mozione dal consigliere di Nos Noi/Coltura Politica Daniele Di Massimantonio, e che alla fine è stata accolta. Il Comune di Giulianova, dunque, è il primo in Abruzzo a revocare la cittadinanza al duce, ma se per la maggioranza «la mozione non aveva nemmeno i requisiti per essere discussa», per Di Massimantonio «è un atto simbolico fondamentale per i nostri valori antifascisti».
«Il punto non aveva nemmeno i requisiti per essere discusso, visto che il diretto interessato è morto 79 anni fa», sottolinea il sindaco Jwan Costantini, «in ogni modo, ora che i fantasmi del passato sono stati messi a tacere, e non ci sono più appigli per additare pretestuosamente la maggioranza, ci si aspetta da Nos-Noi l’elaborazione di idee concrete e di progetti per la città. Dall’insediamento del consiglio comunale, di notevole, da parte loro, c’è stata solo la richiesta di esposizione di bandiere e di revoca di cittadinanze che il passare del tempo ha svuotato di senso. Troppo facile, peraltro, pensare di costruire la propria credibilità e di recuperare autorevolezza affibbiando etichette agli avversari». Su questo però Di Massimantonio la vede diversamente. «Era talmente inutile la mozione”, ironizza, «che hanno parlato su di essa per due ore, quando invece bastavano dieci minuti. E non è vero neanche che la cittadinanza decade con la morte, perché la cittadinanza è come l’intitolazione di una via, e dunque è necessaria sempre una decisione dell’amministrazione comunale. Comunque vorrei sottolineare che la capogruppo di Fratelli d’Italia, Marialuigia Orfanelli, è uscita al momento della votazione, e che questo tema della cittadinanza a Mussolini non era mai venuto fuori prima perché nessuno ci aveva mai pensato». La mozione è stata votata all’unanimità con l’astensione del consigliere di maggioranza Pierluigi Bizzarri (Giulianova Turismo).
Prima della mozione era stato discusso l’ordine del giorno riguardante la necessità di interventi sull’edilizia scolastica, che secondo il Partito democratico, che l’aveva proposto con l’appoggio del Cittadino Governante, è stato «inspiegabilmente respinto». «Una posizione, strumentale e partigiana, in aperta contraddizione con l’intervento effettuato, in fase dibattimentale, dal vicesindaco Matteo Francioni», si legge nella nota del Pd, «con cui, in sostanza, si riconosceva la fondatezza dei problemi da noi sollevati e si prospettava, sia pur vagamente, la soluzione di alcuni di essi. Una posizione poi ribadita da alcuni consiglieri di maggioranza, i quali, a più riprese, hanno definito però inutile e irrilevante il nostro ordine del giorno». La consigliera del Pd Alessandra Matone, nel suo intervento di presentazione dell’ordine del giorno, ha evidenziato il sovraffollamento degli alunni in alcuni edifici scolastici. «Fino ad oggi nulla è stato fatto per affrontare, in via strutturale, l’ormai cronico sovraffollamento in alcuni edifici scolastici cittadini», continua la nota, «scarsa attenzione che ha riguardato anche la ri-destinazione e riqualificazione delle strutture di via Lepanto e via Gramsci, dismesse da tempo e fonte di degrado urbano, in quanto soggette a uno stato di totale abbandono». Il Pd infine accoglie con favore l’approvazione della mozione per la revoca della cittadinanza a Benito Mussolini in occasione del centesimo anniversario del delitto Matteotti.
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