Clementoni (Fdi): il sindaco mandi via Tommolini e Zarroli

MARTINSICURO . «Chiediamo le dimissioni o almeno il ritiro delle deleghe di Alduino Tommolini ed Emma Zarroli da parte del sindaco Massimo Vagnoni». Questo si legge in un duro comunicato stampa del...
MARTINSICURO . «Chiediamo le dimissioni o almeno il ritiro delle deleghe di Alduino Tommolini ed Emma Zarroli da parte del sindaco Massimo Vagnoni». Questo si legge in un duro comunicato stampa del gruppo locale di Fratelli d’Italia a firma del presidente Massimo Clementoni.
«L’immobilismo del sindaco», si legge nella nota, «sarà letto come una grave mancanza di polso al comando, di cui i martinsicuresi purtroppo dovranno prendere atto». Il tutto all’indomani dell’esito delle regionali in cui Tommolini e la Zarroli hanno partecipato come candidati, con poca fortuna, a sostegno di Giovanni Legnini. «Dopo il clamore», si legge nella nota, «suscitato nei giorni antecedenti le elezioni regionali dal caso Tommolini-Zarroli, in maggioranza in Comune con una lista di centro destra e in lista con la sinistra alle regionali, arriva il dato dei votanti nella cittadina che non arriva al 50% che deve essere letto come il "tradimento" dei due esponenti di maggioranza il cui risultato, in termine di preferenze, non può che essere letto come una sonora bocciatura».
Secondo Città Attiva «il dato più paradossale dal punto di vista politico è che due esponenti importanti dell'attuale maggioranza, presidente del consiglio e assessore al bilancio, hanno inteso candidarsi col centrosinistra, pur ricoprendo ruoli di primo piano in una compagine di centrodestra, che a sua volta, per raccogliere candidature e consensi, si autodefinì impropriamente civica nel 2017. Il tutto senza che il sindaco abbia messo in campo azioni degne di nota per farli desistere. Era lecito aspettarsi che assessori e consiglieri, che non perdono occasione per rimarcare il clima idilliaco nell'amministrazione, si impegnassero a sostenere i propri rappresentanti, mentre in pochissimi si sono spesi per dare una mano ai due malcapitati e questo ne ha determinato una magra figura».
Sandro Di Stanislao
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