Coba, differenziate 340 tonnellate
Il bilancio dei balneatori che fanno la raccolta autonoma: «Il sistema funziona»
GIULIANOVA. E’ arrivato il momento di presentare i risultati della raccolta autonoma per i balneatori iscritti al Coba. Nei prossimi giorni, infatti, il consorzio, presieduto da Gianni Flagnani, consegnerà in Comune la relazione relativa al progetto di raccolta autonoma iniziato nell’aprile 2015 per chiedere lo sgravio della quota variabile Tari 2015. Due sono le cose principali che, secondo il Coba, emergono: in primo luogo il dato materiale, ossia la produzione reale di rifiuti, è circa un terzo rispetto a quella presunta dalle tabelle comunali; in secondo luogo, il costo del servizio autonomo è estremamente inferiore rispetto allo stesso servizio fatto dal gestore comunale. «Attraverso la documentazione», scrivono i balneatori aderenti, «il Coba e i suoi consorziati dimostreranno come è possibile arrivare ad un’economia a rifiuti zero, avviando al recupero e valorizzando tutto quello che prima si buttava». In poco meno di un anno i consorziati hanno prodotto 343 tonnellate circa di materiali suddivise tra 40% di organico, 14% di plastica, 12% di carta, 18% di vetro e 15% di multi materiale, quest’ultimo ulteriormente separato in impianto.
Per il servizio, il consorzio ha speso complessivamente 40mila euro, riuscendone a recuperare circa 9mila direttamente dai materiali riciclabili. «Non sappiamo», concludono i titolari di chalet, «quale sarà l’evoluzione, soprattutto legale, del ricorso presentato dal Consorzio balneari di Giulianova al Tar Abruzzo contro il regolamento comunale Tari 2015. Non sono però più consentiti sprechi né in termini di onerosi appalti né di maggiori tasse». Sulla raccolta autonoma si è svolto, lo scorso 22 gennaio, un convegno a Napoli. In quella sede il pm Roberto Pennini, coordinatore della sezione reati ambientali in seno alla direzione nazionale antimafia, ha dichiarato che il progetto di autoraccolta è consentito dal decreto Ronchi.
Margherita Totaro
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