Cocaina dal Napoletano, in 19 a processo

3 Dicembre 2016

Sotto accusa per un maxi traffico tra Teramo, L’Aquila e Ascoli. Coinvolto un clan della camorra

TERAMO. E’ iniziato ieri davanti al tribunale di Teramo il maxi processo per droga nato da un'indagine della Procura distrettuale dell’Aquila su un vasto traffico di cocaina tra Napoli, Teramo ed Ascoli. Nel processo (presidente Franco Tetto, a latere Lorenzo Prudenzano e Sergio Umbriano) ci sono 19 imputati di cui nove, all'epoca, furono destinatari di altrettante misure cautelari in carcere (tutti residenti tra Napoli, San Benedetto e Martinsicuro). Nel procedimento compare solo una parte delle persone all'epoca indagate molte delle quali, compresi i capi dell'organizzazione, hanno già definito con riti alternativi le loro posizioni processuali. L'inchiesta, denominata “Game Over” e coordinata dal pm David Mancini, nel 2014 portò a tredici arresti e allo smantellamento di un'organizzazione che movimentava un ingente traffico di cocaina.

Traffico gestito da un napoletano di 39 anni, vicino al clan napoletano Amato-Pagano», che nel 2012 si era stabilito prima a Martinsicuro, dove aveva aperto un negozio di mozzarelle, e successivamente a San Benedetto del Tronto. Era proprio lui, secondo gli inquirenti, a gestire un'organizzazione composta da persone residenti tra Martinsicuro, Colonnella, Monsampolo del Tronto (nell’Ascolano) e Napoli, che distribuiva sul territorio di Abruzzo e Marche ingenti quantitativi di cocaina proveniente dalle zone di Melito e Secondigliano nel Napoletano. Tanto che secondo gli inquirenti la banda in pochi anni sarebbe riuscita a movimentare ben 25 chili di cocaina grazie anche agli appoggi del clan camorristico. Dopo l'apertura del processo l'udienza è stata rinviata a marzo 2017: il pm ha chiesto l'audizione dei propri testi dopo il deposito della trascrizione delle intercettazioni telefoniche.

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