Cocaina, pentito di mafia accusa un imprenditore

28 Agosto 2015

La droga fatta arrivare dal sud e spacciata nei locali della costa vibratiana L’uomo è indagato dalla procura ascolana: «Ma io non c’entro nulla»

ALBA ADRIATICA. A tirare in ballo il suo nome è stato un pentito di mafia che, nell’ambito di un’inchiesta antidroga, lo accusa di essere uno dei referenti dello spaccio di cocaina ed hascisc sulla costa marchigiana e vibratiana. Lui è un imprenditore sambenedettese che nei prossimi giorni dovrà comparire nell’udienza preliminare davanti al gip del tribunale di Ascoli Rita De Angelis con l’accusa di spaccio. L’uomo è assistito dall’avvocato Umberto Gramenzi del foro di Ascoli. «Siamo pronti a provare l’estraneità ai fatti contestati», commenta il legale , «il mio assistito non c’entra nulla con l’inchiesta e le dichiarazioni fatte dal pentito sicuramente non trovano nessun tipo di riscontro».

Secondo l’inchiesta della procura ascolana l’imprenditore avrebbe acquistato dal pentito consistenti partite di cocaina e hascisc, droga che successivamente l’uomo avrebbe provveduto a distribuire ad altri per piazzarla nei locali della costa sia marchigiana sia abruzzese, in particolare quella teramana. Il primo di questi contatti, sempre secondo l’accusa della procura, sarebbe avvenuto nel gennaio del 2010 quando nella cittadina rivierasca vennero piazzati venti chili di hascisc e tre di cocaina a due spacciatori locali. Sostanze che successivamente sarebbero finite nel giro dei locali notturni. Successivamente, nel febbraio dello stesso anno, lo stesso pentito avrebbe fatto da intermediario per la cessione all’imprenditore di un’altra maxi partita di droga.

In questa inchiesta della procura ascolana l’imprenditore è indagato insieme al pentito e ad un terzo uomo, ritenuto da investigatori e inquirenti colui che provvedeva a piazzare la sostanza stupefacente. Sempre secondo l’accusa i grossi quantitativi di sostanza stupefacenti sarebbero arrivati da località del sud attraverso dei corrieri che successivamente sarebbero stati individuati.

L’inchiesta della procura ascolana è scattata dopo le dichiarazioni del pentito sentito anche per un altro procedimento. L’imprenditore ha sempre negato ogni accusa, sostenendo di essere stato tirato in ballo ma di non aver mai avuto a che fare nè con la droga nè con pentiti di mafia. Va detto che il pentito di mafia, da collaboratore di giustizia per un lungo periodo ha abitato sulla costa marchigiana. «Ci auguriamo di poter chiarire la posizione del mio assistito già nel corso dell’udienza preliminare», conclude l’avvocato Gramenzi, «in caso contrario noi siamo certi di poter provare l’estraneità del mio assistitonel corso di un eventuale dibattimento».(d.p.)

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