Colleatterrato contro il mega comitato di quartiere
TERAMO. La riorganizzazione dei comitati di quartiere e frazioni ha scatenato una piccola guerra di secessione a Colleatterrato. Nel regolamento messo a punto dal Comune per disciplinare la...
TERAMO. La riorganizzazione dei comitati di quartiere e frazioni ha scatenato una piccola guerra di secessione a Colleatterrato. Nel regolamento messo a punto dal Comune per disciplinare la formazione e la gestione degli organismi territoriali l'area alla periferia ovest della città forma un unico agglomerato con contrada Casalena e Villa Pavone. Questo assetto, però, non piace al comitato di quartiere di Colleatterrato Alto che rivendica la propria autonomia. «Vogliamo la nostra identità», avverte il presidente Marco Petrucci che si rivolge al consiglio comunale per sollecitare la modifica del testo da approvare in aula. A fronte della creazione di circa quaranta organismi territoriali, infatti, Colleatterrato verrebbe ricompreso in un «mega comitato da oltre diecimila persone, disconoscendo le enormi differenze territoriali e di sviluppo urbano che invece esistono e sono discriminanti».
Petrucci ricorda che negli ultimi cinque anni l'organismo da lui guidato «ha lavorato per evidenziare le difficoltà dell'intero quartiere, l'abbandono sociale ed economico che lo attanaglia ed attraverso azioni e proposte, ha portato all'attenzione dell'amministrazione comunale tanti problemi ed insieme si è avviato un discorso di passi piccoli e concreti». Tra le iniziative organizzate spiccano "Svuota cantine", gestita in collaborazione con la Team, il taglio dell'erba in alcune aree verdi, nonché l'autotassazione per ricoprire buche pericolose lungo le strade. «Tutto l'impegno civico profuso potrebbe diminuire», sottolinea Petrucci, «perché alcuni vogliono mantenere un mega-comitato che secondo le loro visioni politiche, riuscirebbe a contemplare e valutare le esigenze di un quartiere pienamente sviluppato e pieno di servizi». Secondo Giuliano Lucenti, presidente del comitato Colleatterrato-Villa Pavone, risultati come l'apertura della farmacia comunale, la costruzione della nuova chiesa e gli interventi di riqualificazione urbana sono stati possibili solo grazie all'unità territoriale del quartiere. «Difendere feudi o costituire pseudo comitati rappresentativi di due o quattro famiglie e per loro natura "elettorali" che si danno ai politicanti di turno», osserva, «significa solo arrecare danno». (g.d.m.)
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